Talent Shortage: il fenomeno che allarma le aziende. Cos’è e come affrontarlo

di Maria Teresa Bianco Febbraio 26, 2024

Un allarme per il mondo del lavoro e una nuova sfida per le risorse umane. Parliamo del Talent Shortage, il fenomeno oltreoceano che sta preoccupando anche l’Italia. Le migliori strategie per affrontarlo

Sono le aree operative dell’Information Technology (IT) e Sales&Marketing, insieme alla produzione e al Front Office gli ambiti in cui si fa più fatica a riempire le scrivanie vuote degli uffici. E’ il fenomeno del Talent shortage che sta interessando, sempre di più, anche le aziende made in Italy.

Secondo la ricerca presentata dal World Economic Forum le aziende che sono alla ricerca di nuovi talenti specializzati da inserire nei loro team sono ben il 75%. Ma il dato che allarma maggiormente è che 3 aziende su 4 non riescono a trovare professionisti con le giuste competenze.

Negli ultimi dieci anni questo fenomeno in Italia ha subito un incremento del +120% e secondo gli ultimi studi, la selezione di talenti specializzati nonché la ricerca è destinata a diventare la prossima grande sfida del futuro. Ma cos’è nello specifico il Talent Shortage e come dovranno affrontare le HR il nuovo “gap”.

Cos’è il Talent Shortage

Il talent shortage è un fenomeno che nasce negli Stati Uniti e negli ultimi dieci anni sta interessando anche l’Europa e il nostro Paese. In particolare il talent shortage è la situazione cronica che si presenta in un’area o settore aziendale in cui c’è una mancanza di lavoratori altamente qualificati.

E’ conosciuto anche con il termine “Mismatch”, il Talent Shortage si manifesta quando c’è una forte domanda di professionisti ma il mercato del lavoro non riesce a fornire un numero sufficiente di candidati qualificati per specifiche posizioni lavorative. Spesso è accostato allo skill shortage, ovvero una situazione che riguarda invece i candidati e la loro mancanza di soft skills: competenze come intelligenza emotiva, pensiero critico, empatia e capacità di problem solving, utili a ricoprire le posizioni lavorative richieste.

Il talent shortage, a differenza del potenziamento delle soft skills che rappresenta un percorso individuale, può essere risolto dalle aziende promuovendo per i dipendenti e i nuovi talenti percorsi professionali aziendali.

Le cause del Talent Shortage

Le cause che concorrono all’evoluzione del Talent Shortage sono diverse. Tra le più rilevanti troviamo:

  • cambiamenti demografici;
  • politiche pubbliche;
  • salari;
  • nuove priorità dei lavoratori;
  • mancanza di competenze professionali (hard e soft skills).
talent shortage
talent shortage, come affrontarlo efficacemente in 5 step (pixabay)

Lo studio sviluppato da McKinsey intitolato: “The skillful corporation“, lo scienziato informa che allo stato attuale il 43% delle aziende ha carenze di competenze nella propria forza lavoro. Ma la cosa sorprendente è che percentuale è destinata a raggiungere nei prossimi 5 anni l’87%.

Inoltre, un sondaggio che ha coinvolto circa 200 CHRO (Chief HR Officer) ai quali è stato chiesto quale percezione avessero del Talent Shortage e se fossero capaci di stimarne una durata: il 33% di questi ha risposto che la carenza di talenti rimarrà così anche nel prossimo futuro. Mentre il 26% ritiene che il fenomeno durerà dai 6 ai 12 mesi e  il 24% crede che sarà una realtà con cui fare i conti nel prossimo anno.

I settori più colpiti dallo skill shortage in Italia

I settori che sono più colpiti dallo skill shortage, ovvero dalla carenza di competenze sono variabili a seconda delle opportunità di lavoro e circostanze economiche disponibili in ogni azienda. In generale, se si analizza il mercato del lavoro in Italia, alcuni settori hanno più difficoltà a trovare lavoratori qualificati e quindi maggiormente esposti al talent shortage. Tra questi:

  • Il settore informatico, Digital & IT: è uno dei settori più colpiti con oltre 500mila posti vacanti. Secondo i dati disponibili del Sistema informativo Excelsior le risorse professionali in ambito Digital non sono sufficienti a coprire la domanda delle imprese.  Per arginare tale problema, alcune aziende nel settore dell’IT investono in programmi di formazione per i propri dipendenti.
  • Il settore industriale, Technical & Engineering. Nello specifico ci sono alcune aree che presentano maggiori difficoltà a trovare professionisti. E’ il caso dell’ingegneria elettronica e dell’informazione con il 48% di posti vacanti e l’ingegneria industriale con il 55,8%.

Talent Shortage: 5 consigli per affrontarlo in modo efficace

Davanti a queste problematiche il miglior consigli è quello di affidarsi a recruiter specializzati, che affiancano l’azienda nella ricerca dei talenti da inserire in organico. Nello specifico, alcuni consigli utili ad affrontare efficacemente il fenomeno del Talent Shortage in Italia.

  1. La velocità delle assunzioni. Una tempistica troppo lunga è un problema perché  aumenta i costi e le probabilità che i talenti validi non siano più disponibili sul mercato. E’ dunque importante velocizzare il processo di selezione e ridurre il tempo tra il primo colloquio e quello finale, accorciando anche i tempi di attesa del feedback.
  2. Retribuzione competitiva. Prima di iniziare il processo di selezione, è importante assicurarsi di poter offrire una retribuzione in linea con quanto offerto sul mercato. Se il salario a disposizione non sarà in linea con la media del mercato, si avrà maggiore fatica ad attirare candidati di valore.
  3.  Benefit. Per attrarre i giusti talenti ed essere allo stesso tempo competitivi sul mercato, bisogna capire le diverse aspettative dei candidati e non focalizzarsi solo sulla parte retributiva. Un’attenzione verso i benefit, per esempio l’assistenza sanitaria integrativa, corsi di aggiornamento professionale, auto aziendale, misure di sostegno alla maternità ecc., aiuteranno l’azienda.
  4. Valutare le soft skills. Essere troppo specifici e rigidi nella richiesta di competenze potrebbe scoraggiare i candidati. Dunque il consiglio è concentrarsi durane il processo di selezione soprattutto sulla valutazione delle soft skills, ma probabilmente le più decisive a lungo termine. Mentre, una carenza marginare di competenze tecniche potrebbe essere alleviata con l’investimento nella formazione.
  5. Flessibilità. Con l’esperienza dello smart working durante il periodo della pandemia, i professionisti cercano sempre di più opportunità di lavoro flessibile, ovvero da remoto o in modalità ibrida. Secondo alcuni studi, oltre l’80% dei lavoratori italiani privilegerebbe un’offerta di lavoro flessibile rispetto a un’altra simile che non preveda lo stesso vantaggio. Dunque, se l’azienda e il ruolo lo consentono, offrire tale opportunità potrebbe essere decisivo nella scelta del candidato giusto.

 

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