In un mondo lavorativo in continua evoluzione, il reskilling e l’upskilling sono i due processi che permettono di migliorare le proprie competenze, aumentare la produttività e rimanere al passo con i tempi. Ma cosa si intende nello specifico quando si parla di reskilling e upskilling e perché sono così importanti sia per le aziende che per la crescita professionale.
Acquisire continuamente nuove competenze o migliore quelle già esistenti nel proprio lavoro è di vitale importanza quando si vuole crescere professionalmente e rimanere, usando una metafora giornalistica, “sul pezzo”. Forse nel lavoro attuale, qualche professionista o azienda, potrebbe non sentire il bisogno di investire in reskilling o upskilling, ma usando entrambi i processi si potrebbero trovare migliori opportunità lavorative e, allo stesso tempo, proteggersi dal futuro incerto così come per le aziende rimanere competitivi sul mercato.
L’incertezza è tangibile nel mondo del lavoro e mai scontata. Un esempio concreto? La pandemia da Covid-19 che ha visto milioni di lavoratori in tutto il mondo acquisire competenze digitali e tecnologiche in tempi record, per poter a continuare a svolgere la propria mansione lavorativa o trovare uno nuovo posto di lavoro da remoto. A questo si sono aggiunte le nuove skill che i lavoratori hanno dovuto imparare il prima possibile. E tutto questo cosa c’entra con le reskilling e upskilling? Scopriamolo.
Reskilling e Upskilling: significato

Con il termine reskilling ci si riferisce alla capacità del lavoratore di imparare competenze nuove e non strettamente collegate al ruolo che fino a quel momento si è svolto. Questo è ciò che hanno dovuto fare, ad esempio, coloro i quali mestieri sono andati, per così dire, in estinzione. Mentre, upskilling significa espandere le proprie competenze esistenti, con, ad esempio corsi di aggiornamento nella propria professione o azienda.
Nello specifico l’upskilling “è un processo continuo che permette di sviluppare e migliorare le proprie competenze professionali, sviluppando un potenziale valore aggiunto sul mercato del lavoro”. Quindi, riguarda una vasta gamma di competenze che vanno dalle abilità tecniche alle soft skills.
Un esempio di upskilling è un manager che studia e migliora la conoscenza di nuovi software per gestire nel modo migliore il proprio team. In sostanza, l’upskilling è un percorso che permette ai dipendenti di aumentare le proprie conoscenze e di diventare più competitivi sul mercato del lavoro.
Questo, ha un riscontro nelle aziende perché a sua volta, le imprese possono mantenere un vantaggio competitivo sul mercato del lavoro garantendo ai dipendenti di adattarsi con facilità alle nuove sfide che il futuro presenterà.
Le differenze

Che l’upskilling e il reskilling siano entrambi dei processi atti a sviluppare le proprie competenze tecniche e trasversali è assodato ma è doveroso fare una distinzione tra i due procedimenti. Il reskilling si riferisce a un cambiamento di carriera o a un cambiamento di ruolo all’interno dell’azienda. Un esempio è dato dall’addetto alle vendite di un negozio che ricopre allo stesso tempo anche il ruolo di project manager per un altro progetto aziendale. In tal caso quel lavoratore sta facendo reskilling.
Sull’altra faccia della medaglia troviamo l’upskilling che, al contrario, si riferisce a un miglioramento delle competenze all’interno della propria posizione lavorativa. In breve dunque, se il reskilling richiede una nuova formazione e imparare nuove competenze, l’upskilling si basa sullo sviluppo delle competenze già esistenti, portandole però a un livello superiore.
Infine, il reskilling può risultare maggiormente impegnativo rispetto all’upskilling in termini di tempo e risorse perché fondamentalmente richiede un ambiente di apprendimento totalmente nuovo.
Reskilling Revolution: l’iniziativa del World Economic Forum
Quasi un terzo dei lavori nel mondo verranno trasformati presto grazie ai progressi tecnologici. A confermarlo è il World Economic Forum (EWF) che ha sottolineato come entro il 2030 avremo bisogno di riqualificare oltre 1 milione di professionisti. All’orizzonte, quindi, si prospetta una vera e propria emergenza delle competenze.
In una lettura più attenta questo significa che ogni anno sempre più competenze sono destinate a modificare e ad evolversi con la nascita di nuove posizioni lavorative all’avanguardia. Per questo motivo il World Economic Forum ha ideato un sito chiamato proprio Reskilling Revolution che promuove a organizzazioni e lavoratori l’importanza di investire nelle proprie skills.
Infine, sempre secondo un report dell’WEF, i dipendenti che lavorano e hanno investito in settori come l’analisi dei dati e il marketing digitale hanno visto un aumento dello stipendio del 20-30%.
La scelta tra reskilling e upskilling
La scelta tra upskilling e reskilling dipende dalle esigenze personali e professionali di ogni individuo. Quindi quale sarà la scelta migliore tra i due processi? Facciamo un esempio: se un lavoratore è soddisfatto del propria sua attuale professione e vuole solo migliorare le proprie skill per diventare più competitivo sul mercato, l’upskilling potrebbe essere la scelta giusta.
Mentre, se manca la motivazione nell’attuale lavoro da parte di un dipendente e decide, quindi, di intraprendere una nuova carriera, il reskilling potrebbe essere la strada migliore da prendere. In entrambi i casi, l’importanza di acquisire nuove competenze non può essere sottovalutata, soprattutto in un’era di digital transformation come quella che stiamo vivendo.
Esistono diverse opzioni per i dipendenti reskilling e upskilling che includono:
- formazione sul lavoro: che prevede l’apprendimento durante l’esecuzione di compiti di lavoro
- programmi di tutoraggio: prevedono l’associazione di dipendenti con mentori esperti che possono fornire assistenza e supporto
- corsi online: regalano un ambiente di apprendimento strutturato e possono essere personalizzati per soddisfare le esigenze specifiche dei lavoratori.
- formazione in classe. questi sono più consigliati ai dipendenti di un’azienda che preferiscono un ambiente strutturato, così come i corsi online.
Al di là dell’opzione scelta, l’importante è garantire che la formazione sia pertinente, efficace e totalmente coinvolgente.
Programmi di reskilling e upskilling di successo
Diversi sono i programmi di reskilling e upskilling di successo attivi al quale le aziende possono mirare per migliorare il proprio team lavorativo ma ideali anche per i singoli professionisti. Tra gli esempi svettano il programma SkillsBuild di IBM che offre corsi online gratuiti per aiutare le persone a sviluppare nuove skill e prepararsi per lavori richiesti.
Mentre, il programma di scelta della carriera di Amazon si basa sul pagamento delle tasse universitarie dei dipendenti in campi ad alta richiesta, indipendentemente dal fatto che le competenze siano rilevanti per il loro lavoro attuale. Questi due programmi, così come tanti altri presenti, hanno contribuito a diminuire il divario delle competenze e offrire ai dipendenti l’opportunità di avanzare nella loro carriera e diventare più competitivi sul mercato del lavoro.
Investendo in uno dei programmi, le aziende possono migliorare le capacità della loro forza lavoro, la produttività e rimanere al passo con le tendenze del mercato. Infine, programmi di reskilling e upskilling di successo hanno dimostrato che investire nella formazione e sviluppo delle competenze dei dipendenti apporta benefici sia, ovviamente, ai lavoratori stessi sia ai datori di lavoro.
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