Multinazionale o piccola azienda? Dove si lavora meglio

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Lavorare per una multinazionale o per una piccola azienda? La domanda da un milione di dollari che molti lavoratori si pongono prima di inviare il proprio CV. Qual è la soluzione giusta? Scopriamolo attraverso i pro e i contro di entrambe le realtà professionali.

Quando si sceglie a chi inviare il proprio curriculum vitae uno dei quesiti in cui serpeggiano più dubbi è: meglio lavorare per una piccola azienda o una multinazionale?

La risposta giusta non esiste e molto dipende da cosa si sta cercando e da quali sono le proprie aspirazioni professionali. Entrambe le opzioni – PMI o grande azienda –  regalano molti vantaggi ma, allo stesso tempo, svariati svantaggi. 

I benefici di lavorare in una piccola azienda

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Multinazionale e piccola azienda, quale scegliere? Vantaggi e svantaggi (pixabay) jobstep.it

Lavorare in una piccola impresa offre una moltitudine di benefici che possono risultare molto attraenti sia per chi è alla ricerca di una nuova posizione lavorativa, sia per chi è alle prime armi nel mercato del lavoro.

Tra i vari vantaggi sicuramente c’è la possibilità di lavorare in un ambiente familiare e collaborativo. In un’azienda di piccola dimensione, infatti, di norma esiste maggiore comunicazione tra colleghi e questo non solo favorisce un dialogo più diretto e aperto, ma facilita anche il lavoro di squadra e un clima aziendale positivo.

Un altro beneficio è la polivalenza in quanto una piccola impresa è, generalmente, strutturata in modo più semplice e i dipendenti sono chiamati  – spesse volte – ad assumere molte responsabilità contemporaneamente. Tale condizione permette al lavoratore di acquisire molte più competenze (skills) da inserire poi nel CV. Questo porta ad aumentare nel dipendente la sua adattabilità e versatilità, rendendolo una risorsa preziosa per l’azienda.

Inoltre, altro vantaggio del lavorare in una piccola impresa è l’elevata visibilità del lavoratore nei confronti dei vertici aziendali. Infatti una piccola azienda, i successi individuali sono più facilmente riconosciuti dai capi. Questo può determinare, con il tempo, una maggiore soddisfazione personale e in opportunità di crescita professionale.

Non per ultime, anche le procedure decisionali che, in una piccola impresa,  tendono a essere più veloci. Una burocrazia più scarna permette in questi casi di prendere decisioni rapidamente adattandosi subito ai cambiamenti del mercato. Questa agilità può rappresentare non solo un vantaggio competitivo importante per la stessa impresa ma anche rendere il lavoro del dipendente più stimolante.

Chi lavora per un’azienda piccola avrà anche l’opportunità di acquisire una conoscenza profonda dei processi produttivi aziendali, comprendendo meglio l’asset aziendale e contribuendo in modo efficace al successo dell’impresa.

Gli svantaggi della piccola impresa

Dall’altra parte della medaglia esistono però, anche, alcuni svantaggi nel lavorare per un’organizzazione di piccole dimensioni. Uno dei principali è rappresentato dai percorsi di carriera incerti. In una piccola azienda le opportunità di fare carriera possono essere limitate e le promozioni lavorative meno frequenti.

Uno degli svantaggi che può possedere una piccola impresa sono le risorse che possono essere limitate. Tra queste, per esempio, le disponibilità finanziarie ridotte, che possono tradursi in una minore sicurezza del posto di lavoro. Una precaria stabilità finanziaria può anche limitare gli investimenti nella formazione dei dipendenti, riducendo ancor di più le opportunità di crescita professionale.

Altro “contro” di una piccola impresa è rappresentato dagli stipendi medi, che a differenza di una multinazionale, tendono a essere inferiori. Le piccole aziende spesso non possono offrire ai propri dipendenti pacchetti retributivi competitivi. Questa limitazione può influenzare la motivazione dei lavoratori.

Se, come abbiamo accennato nei vantaggi, l’ambiente lavorativo nella piccola azienda può risultare familiare e, dunque, migliore rispetto ad una grande impresa, questa ha, però, anche un’altra faccia della medaglia. Ovvero: se da un lato l’interazione tra colleghi può favorire la collaborazione e la fiducia, dall’altro può fare emergere dinamiche interpersonali difficili da gestire. Le aspettative nei confronti dei colleghi, in questo caso, possono essere più alte, confondendo e mescolando il confine tra vita lavorativa e personale in modo non omogeneo.

Per ultimo, lavorare per una piccola impresa potrebbe risultare difficile “vendersi” sul mercato del lavoro poiché l’azienda potrebbe non essere conosciuta dalle altre aziende. Dunque, se l’azienda è poco nota, il suo nome nel curriculum potrebbe non avere lo stesso spessore di una grande multinazionale.

Lavorare in una multinazionale: i vantaggi

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Multinazionale e piccola azienda, quale scegliere? Vantaggi e svantaggi (pixabay) jobstep.it

Scopriamo ora cosa significa lavorare per una multinazionale scandagliando, anche in questo caso, i vantaggi e gli svantaggi. Per quanto riguarda i pro, sicuramente al primo posto ci saranno le molte opportunità di crescita. Le aziende internazionali offrono ai propri dipendenti percorsi di carriera ben strutturati e solidi. Questa possibilità di scalare la vetta sino a raggiungere posizioni elevate di leadership è facilitata anche dalla presenza di programmi di formazione che permettono ai lavoratori di acquisire sempre nuove skills.

Ancora, le multinazionali dispongono di risorse finanziarie elevate. Questo può  tradursi in una maggiore stabilità economica per il lavoratore nonché una stabilità del posto di lavoro. Per chi è alla ricerca di un primo impiego, tale aspetto non è da sottovalutare. Inoltre, in una grande azienda con elevata disponibilità finanziaria anche gli stipendi sono più competitivi poiché una multinazionale può offrire al dipendente pacchetti di benefit aziendali che possono includere assicurazioni sanitarie, piani pensionistici e altri incentivi economici.

Tra i vari vantaggi che un lavorare può trovare in una grande azienda anche i percorsi di carriera stabili per lui. Questo si traduce con una chiara e precisa strada che i dipendenti conoscono da principio per poter avanzare professionalmente all’interno dell’azienda, il che può essere molto motivante per i lavoratori.

Molte delle multinazionali offrono ai propri dipendenti la possibilità di trasferimento internazionale e, dunque, di lavorare all’estero, permettendo ai lavoratori di fare esperienze lavorative arricchenti in diversi Paesi. Questo assicurerà un cv decisamente più importante al professionista nonché esperienza un’esperienza di vita personale impagabile.

E ancora, in una multinazionale grazie ai molti dipartimenti interni e ai ruoli disponibili, i dipendenti hanno la possibilità di sperimentare diverse funzioni aziendali e trovare quella più giusta alle loro competenze. Infine, lavorare per una grande impresa può rendere la ricerca di lavoro futuro, qualora si decidesse di cambiare, molto più semplice e facile. L’esperienza maturata in una realtà nota e di valore internazionale può essere un plus nel curriculum, aumentando di molto le possibilità di fare colpo sui recruiter.

Svantaggi nel lavorare in una grande azienda

Dall’altro lato della medaglia troviamo anche qui dei “contro” che potrebbero appartenere ad un lavoratore di una multinazionale.

Uno dei principali svantaggi è una rigida gerarchia aziendale. In una multinazionale, a differenza di una piccola impresa, può essere difficile conoscere i vertici. Questo può creare una certa distanza tra i dipendenti e i superiori, rendendo la comunicazione più svantaggiosa e complicata.

Un altro degli svantaggi è, certamente, la burocrazia avendo le grandi aziende procedure molto più formali e complesse che possono rallentare i processi decisionali e rendere più complicati i cambiamenti. Questo, a lungo andare, può creare frustrazioni per i dipendenti che preferiscono invece un ambiente di lavoro più flessibile.

Uno degli aspetti negativi del lavorare in una grande azienda è rappresentato dall’anonimato, ovvero dall’elevato numero di dipendenti che rende il singolo individuo “un numero”. Questo può rendere difficile sentirsi parte di una squadra e può influire negativamente sul senso di appartenenza all’azienda stessa.

Solitamente una grande multinazionale presenta una struttura ben fissa e poco flessibile. Questa scarsa flessibilità potrebbe tradursi per i dipendenti in poca capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. A questo si correlano anche i processi di cambiamento nonché le nuove idee e le iniziative che, nelle grandi aziende, sono sempre più lenti dovendo, prima, passare per vari livelli gerarchici.

Infine, altro svantaggio è la competizione elevata. Anche se in alcune aziende questa tendenza possa risultare positiva in altri casi invece può creare un ambiente di lavoro ostile e poco collaborativo e creare nei dipendenti forte stress e pressione costante incidendo negativamente sul benessere personale e professionale.

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