Mobbing sul lavoro: esempi e come affrontarlo

di Maria Teresa Bianco Settembre 8, 2023

Esistono sei differenti tipi di mobbing sul lavoro. Riconoscerli è fondamentalmente per poter intervenire nel migliore dei modi e uscirne più forti di prima. Scopriamo come affrontarli

Il mobbing è una sorta di bullismo di gruppo che arriva a sfociare in molestie e azioni molto spiacevoli. Questi atti possono essere consci o inconsapevoli, ideati per minare la fiducia e danneggiare il rendimento del dipendente preso di mira.

Secondo alcuni studi le vittime di mobbing sono in genere chiunque sia “diverso” rispetto alla maggioranza dei colleghi. Inoltre, la persona presa di mira è generalmente un lavoratore molto competente, istruito, resiliente, sincero, schietto. E’ molto più attraente rispetto alla “massa” ed empatico e, infine, sono in maggioranza le donne di età compresa  tra 32 e 55 anni i soggetti preferiti da chi esercita mobbing.

Ma oltre a queste caratteristiche base, tra le persone più esposte al rischio di mobbing sul lavoro ci sono anche quelle che appartengono a gruppi minoritari e che sono già state vittime di razzismo in generale. Ma il mobbing si suddivide in 6 categorie, o tipologie diverse. Scopriamo come riconoscerle e come affrontarle.

Mobbing sul lavoro: come influisce sulla vita delle persone

Solitamente ad attuare le strategie di mobbing sul posto di lavoro sono i superiori e i colleghi più anziani nei confronti di uno o più lavoratori attraverso atti ripetuti nel tempo che mirano non solo ad emarginare il lavoratore ma a comprometterne il futuro professionale e la dignità personale.

Il mobbing, se vissuto nel lungo periodo, comporta alterazioni della qualità della vita, rinunciando anche ad interagire con amici, parenti e colleghi di lavoro per paura o per vergogna. Tale comportamento è sicuramente la spia forte di un grave disagio psicofisico nella vittima. Se queste situazioni sono estremizzate e protratte nel tempo possano determinare conseguenze a carico della sfera psichicapsicosomatica e comportamentale.

Chi è soggetto al mobbing può sviluppare anche diversi sintomi:

  • disturbo del sonno;
  • ansia e depressione;
  • cefalea ed emicrania;
  • palpitazioni, tachicardia;
  • picchi ipertensivi;
  • disturbi del comportamento con reazioni aggressive;
  • disturbi alimentari;
  • aumento elevato del consumo di alcolici o di fumo di tabacco;
  • abuso di farmaci.

Le 6 categorie di mobbing sul lavoro e gli esempi

mobbing lavoro
Mobbing sul lavoro, 6 tipologie differenti (pixabay)

Il lavoratore soggetto a mobbing è una persona che chiede il riconoscimento dei torti subìti auspicando un intervento mirata che fermi la macchina spregevole che lo sta distruggendo lentamente, giorno dopo giorno. Ma prima di capire come procedere è necessario sapere quale tipi di mobbing sono presenti. E sì, perché spesse volte le tattiche usate sono talmente sottili che anche la persona oggetto di mobbing tende a non accorgersene in tempo.

Schematicamente il mobbing può essere raggruppato in sei diverse categorie:

  1. Mobbing Strategico: quando il lavoratore è oggetto ripetuto di soprusi in modo deliberato e di pratiche dirette ad isolarlo dall’ambiente di lavoro, fino ad arrivare al suo licenziamento. Questa forma di mobbing, solitamente, viene attuata strategicamente dalle imprese per allontanare dal mondo del lavoro soggetti ritenuti in un qualche modo scomodi.
  2. Mobbing Emozionale: quando il dipendente è soggetto ad un’alterazione delle relazioni interpersonali e all’esasperazione dei sentimenti comuni come, per esempio, rivalità, gelosia, antipatia, diffidenza, paura, sia di tipo gerarchico che tra colleghi.
  3. Mobbing Verticale: avviene quando l’azione discriminatoria parte da un superiore, quindi dall’alto verso il basso, oppure da un subordinato, ovvero dal basso verso l’alto.
  4. Mobbing Orizzontale: discriminazione messa in atto da un gruppo di colleghi che prendono di mira un soggetto.
  5. Mobbing Doloso: atti ostili continui e intensi da parte del management o dei colleghi verso un dipendente ritenuto sgradito. Questo tipo di mobbing è perseguibile sia civilmente che penalmente.
  6. Mobbing Colposo: a differenza del precedente, questa tipologia non è direttamente imputabile oggettivamente a un soggetto ma ad una serie di circostanze definibili come “contesto generale” che comunque ne determinano la sintomatologia dell’individuo mobbizzato su tutti i piani: emotivo, cognitivo, comportamentale, relazionale e psicosomatico.

Due tipi di attacchi: alla persona e al lavoro

Le azioni avversive di chi esercita mobbing sono costituite da due tipi di attacchi: alla persona e alla professionalità e sviluppo della  carriera del lavoratore.  In particolare:

  • Gli attacchi alla persona, cioè alla vittima di mobbing, consistono in comportamenti di esclusione, isolamento, emarginazione o anche offese, minacce di violenza, intromissioni nella vita privata, istigazioni contro la persona da parte di altri.
  • Gli attacchi al lavoro della persona sono rappresentati invece da dequalificazione, assegnazione di attività incompatibili con il background professionale o culturale del dipendente, critiche continue, riduzione dei compiti e delle responsabilità del lavoratore o anche sovraccarichi di lavoro con scadenze impossibili da rispettare. Inoltre, trasferimenti in sedi lontane e disagiate non giustificati da esigenze aziendali, oppure ancora trasferimenti non concessi in assenza di valide motivazioni, provvedimenti disciplinari infondati.

Denunciare le molestie sul lavoro: dove e come farlo

Come riporta anche factorial.it, quando un lavoratore subisce mobbing sul posto di lavoro, come prima cosa può informare l’azienda in modo che possa adottare le misure necessarie per tutelare il dipendente e garantirne il giusto lavoro.

Ma nel caso in cui l’azienda non risolve il problema, il dipendente può citare in giudizio l’organizzazione per omissione, avviando dunque procedimenti civili o anche penali nei confronti della persona o delle persone che hanno esercitato il mobbing.

La querela può essere presentata alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza o alla Procura della Repubblica. Infine, c’è da sapere che le molestie sul posto di lavoro sono considerate dal codice penale dello stato italiano a tutti gli effetti dei reati e come tali punibili con una multa o, in casi estremi, con tre anni di reclusione.

Alla vittima di mobbing è riconosciuta un’indennità che sarà calcolata dal momento in cui ha subito le molestie sul lavoro e dal tempo durante il quale il dipendente è in congedo medico per ansia dal lavoro.

 

Se desideri dare una svolta alla tua carriera lavorativa oppure hai bisogno di una consulenza professionale scopri i servizi dedicati al tuo profilo LinkedIn – Career Coaching JobStep

 

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: >>>>

Valutazione Gratuita

Richiedi una valutazione del tuo CV e Profilo LinkedIn

Invia adesso il tuo Curriculum Vitae scrivendo a [email protected] oppure prenota una call preliminare, saremo lieti di offrirti un primo feedback gratuito.