Job Hopping | Cambiare spesso lavoro è positivo. Ecco il perché

di Rocco Cutrupi Maggio 13, 2020

Il Job Hopping | Cambiare spesso lavoro ha i suoi effetti positivi sulla mente del lavoratore e non solo. Svelati i pro dei job hopper e il perché le aziende li preferiscono ai dipendenti “fissi”

cambiare lavoro Job Hopping (pixabay)

Ancora poco conosciuto in Italia, molto usato dai giovani lavoratori americani, il Job Hopping è letteralmente noto come saltare da un lavoro all’altro in breve tempo. Come illustrato in quest’interessante articolo di Forbes, durante il passato il cosiddetto job hopping è stato considerato negativamente essendo questa una pratica legata all’incapacità di rimanere a lungo all’interno della stessa azienda. Oggigiorno, invece, quella di cambiare lavoro non è soltanto una diffusa esigenza, ma anche un’opportunità di crescita professionale da considerare attentamente.

Il Job Hopping, dunque, cambia volto assumendo una valenza positiva. Scopriamo di seguito, alcuni dei motivi per cui cambiare lavoro può supportare la nostra crescita professionale:

Job Hopping | Cambiare spesso lavoro è positivo. Ecco perché

successo lavoro Job Hopping cambiare lavoro (pixabay)

Una tendenza nata in America da ormai molti anni, il Job Hopping, – saltare da un posto di lavoro all’altro in poco tempo – non è più visto dalle aziende come negativo e la flessibilità di questi “salti” è vista da molti datori di lavoro un valore aggiunto su cui puntare piuttosto che di poca affidabilità.

Sono soprattutto i giovani a saltare da un ufficio all’altro, i cosiddetti job hopper, complice l’epoca dei contratti a progetto e le opportunità delle rete con l’invio del curriculum online o utilizzando i network professionali, cambiare spesso (e volentieri) lavoro apporterebbe notevoli benefici sia professionali, sia personali.

Infatti, sembrerebbe che cambiare lavoro ogni 2 anni apporterebbe stipendi più alti, ma soprattutto ridurrebbe lo stress, si vivrebbero nuove sfide professionali che riattiverebbero nuova linfa al quotidiano del lavoratore con un ritorno in termini di felicità.

Insomma, un progetto che in molti iniziano a mettere in pratica anche in Europa.  Nello specifico, scopriamo tutti i pro legati al job hopping.

I pro del Job Hopping | Velocizzare il proprio percorso di carriera

frecce Job Hopping (pixabay)

Fare carriera all’interno della stessa organizzazione è molto spesso un percorso lungo e complesso il cui successo non dipende soltanto dalle proprie capacità. Può darsi che non esistano posizioni dalla maggior seniority oppure che il ruolo cui si ambisce risulti essere già occupato.

Iniziare in una nuova azienda può rimuovere tutti questi fattori, cambiare lavoro permette di ricoprire da subito il ruolo cui si desidera accedere senza lasciare che il proprio destino sia condizionato da fattori esterni

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Saltare da un lavoro all’altro fa aumentare i propri guadagni

soldi Job Hopping (pixabay)

Fare a lungo parte della stessa azienda significa sottostare a precisi percorsi di crescita e relativi aumenti di retribuzione, molto spesso lenti e poco rilevanti.

Una volta inquadrati in uno scaglione retributivo ottenere degli aumenti consistenti è davvero difficile se non dopo numerosi anni. Di contro, iniziare una nuova esperienza professionale, permette di negoziare da subito delle condizioni retributive e di crescita maggiormente favorevoli.

Il Job Hopping aiuta a sviluppare nuove competenze

competenze Job Hopping nuove competente (pixabay)

Ricoprire lo stesso ruolo all’interno di aziende differenti significa familiarizzare con altri processi, applicare nuove tecniche e sperimentare un nuovo modo di svolgere quel determinato compito. Cambiare lavoro significa anche vivere nuove esperienze e collaborare con dei nuovi colleghi acquisendo delle competenze utili per l’intero corso della propria carriera.

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Il Job Hopping  aiuta a sperimentare diverse culture aziendali

economia Job Hopping (pixabay)

Lavorando in un maggior numero di aziende, i job hopper vengono a contatto con organizzazioni diverse per dimensione, settore e approccio al business.

A differenza del passato, agli occhi di un datore di lavoro questa rappresenta oggi un’importante qualità. Sperimentando diverse aziende il dipendente potrà, infatti, contare su un più ampio network professionale, conoscere le modalità operative di più aziende nonché dimostrare la propria capacità di adattarsi a molteplici culture organizzative.

Non si pensa più alla carriera come ad un percorso lineare, che va dalla cosiddetta “gavetta” all’esperienza, ma si cambia frequentemente alla ricerca di benefit sempre più vantaggiosi.

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Cambiare spesso lavoro rende più felici

facce Job Hopping 

Un’affermazione che, molto probabilmente, in molti risulterebbe un’eresia in quanto, una volta – ma questo è il passato – avere un posto di lavoro “fisso” era considerato l’apice della “felicità”, o meglio, della tranquillità in termini finanziari.

Oggi, il lavoro cambia, per ovvie ragioni e si adegua al futuro. Sembrerebbe, così che i job hopper siano tra i lavoratori, quelli maggiormente soddisfatti sia in termini economici (maggiori guadagni), sia in termini di stress lavorativo (minore rispetto ad un lavoratore fisso).

Insomma, il job hopping sarà la nuova frontiera lavorativa anche qui in Italia? Sembrerebbe di sì, infondo, interrompere la routine lavorativa permette di essere più felici, più sani, avere più successo e migliori stipendi. Allora, perché rinunciare?

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