Hiring manager e recruiter: i ruoli spiegati a chi cerca lavoro

di jobstep Giugno 30, 2024

Nel mondo del lavoro chi è che decide davvero il futuro della tua carriera è una figura, spesso, sottovalutata ma incredibilmente importante in un’azienda. Parliamo dell’hiring manager. Ecco chi è davvero e qual è la differenza con la figura del recruiter

L’hiring manager rappresenta, nel mondo del lavoro attuale, molto più di un semplice intermediario tra te e il tuo potenziale lavoro dei sogni. Tale figura professionale ha il potere di definire la carriera di un lavoratore, influenzando al contempo la cultura e il successo di un’intera azienda.

Molte persone hanno invece una comprensione non completa ed esaustiva di ciò che il ruolo dell’hiring manager implica realmente nel contesto lavorativo. E spesso pensiamo all’hiring manager quasi come a una figura da impressionare il più velocemente possibile con un curriculum e una cover letter perfetti. Ma dietro questo processionista c’è molto di più. Scopriamolo insieme, valutando anche la differenza con un’altra figura importante in azienda che, spesso, viene sovrapposta all’hiring manager, ovvero il recruiter.

Chi è l’hiring manager

hiring manager

L’hiring manager, noto in Italia come il “responsabile delle assunzioni”, non è semplicemente un “selezionatore” ma in una visione molto più ampia, questa figura è vista come un professionista che bilancia in modo abile le esigenze presenti dell’azienda con una proiezione accurata di ciò che sarà necessario oggi, domani e in futuro.

In particolare, l’hiring manager ha una responsabilità fondamentale all’interno di un’organizzazione. Per comprendere appieno il vero significato di questa figura dobbiamo capire in modo più dettagliato ciò che esso rappresenta nel tessuto aziendale moderno. Nel senso più ampio del termine, un hiring manager è la persona responsabile del processo di assunzione di nuovi dipendenti. Ma oltre a tale definizione, molto semplicistica, tale figura ha altre responsabilità:

  1. valutare come ogni nuova assunzione si adatterà e contribuirà alla cultura aziendale;
  2. valutare gli obiettivi a lungo termine e la dinamica del team di lavoro.
  3. selezione non solo delle competenze del lavoratore adatte all’azienda nel presente, ma anche le personalità e le visioni che modelleranno il domani di quella impresa.

Le 5 funzioni dell’hiring manager

La missione “segreta” di un hiring manager va ben oltre la selezione di nuovi talenti e cv, riguarda la costruzione e il mantenimento di una forza lavoro diversificata e innovativa. Le funzioni intrinseche in questa figura sono, dunque, diverse e influenzano in modo positivo non solo il processo di assunzione del candidato all’interno dell’azienda ma, addirittura, l’intera organizzazione aziendale. In particolare, le funzioni sono:

  • Influenza la cultura aziendale. Ogni nuova assunzione porta con sé nuove idee, comportamenti e dinamiche che possono arricchire o, se mal gestite, impattare negativamente l’equilibrio culturale esistente.Gli hiring manager selezionano attentamente quali nuove “reclute” introdurre nel tessuto aziendale per assicurarsi che diano una forza lavoro in più per accrescere l’azienda stessa.
  • Promuove l’inclusione e la diversità. Sia la diversità che l’inclusione nell’era della globalizzazione sono diventate non solo aspirazioni etiche ma requisiti essenziali per l’innovazione e la competitività. Gli hiring manager hanno il compito di promuovere ambedue le iniziative attraverso pratiche di assunzione mirate. Questo include anche arricchire attivamente l’ambiente di lavoro con una varietà di prospettive e esperienze che stimolano la creatività e la risoluzione di problemi.
  • Investire nel futuro dei dipendenti attraverso corsi di formazione. In collaborazione con i reparti delle risorse umane e, dunque, con i recruiter, gli hiring manager giocano un ruolo importantissimo nell’identificare e progettare iniziative che preparino i dipendenti a rispondere a sfide lavorative future. Questa loro mission è fondamentale per garantire che l’azienda rimanga agile e in grado di adattarsi ai cambiamenti del mercato.
  • Il ponte tra i dipartimenti. Un responsabile delle assunzione deve essere in grado di costruire ponti solidi tra i diversi dipartimenti di una azienda. Questi collegamenti sono stabili e forti se l’hiring manager facilita la comunicazione e la collaborazione interfunzionale tra di essi. Attraverso una approfondita comprensione degli obiettivi di ciascun team, l’hiring manager può guidare gli obiettivi aziendali complessivi, promuovendo una visione più integrata e unitaria dell’organizzazione.
  • La pianificazione della successione. Questo è un aspetto cruciale e, anche, un elemento molto critico nelle mansioni più intrinseche del lavoro di un hiring manager. Identificare e promuovere lavoratori interni (quindi già assunti nell’azienda) per posizioni chiave assicura uno “switch” senza intoppi in caso di turn-over, mantenendo la continuità e la stabilità aziendale. Questo aspetto del lavoro di un HM garantisce che l’azienda non solo sopravviva ma che nel lungo termine abbia successo.

Le responsabilità quotidiane

Gli hiring manager non sono solo filtri attraverso cui passano i curriculum ma sono pensatori con una strategia a lungo termine ben definita. Considerano ogni assunzione con un pezzo del puzzle mancante che potrebbe completare il quadro generale dell’azienda apportando, a quest’ultima, benefici. Il lavoro di un hiring manager non finisce con l’offerta di lavoro ma si estende oltre includendo, tra le responsabilità quotidiane:

  1. l’onboarding;
  2. lo sviluppo professionale;
  3. la pianificazione della successione.
  4. la garanzia che ogni nuovo lavoratore assunto si adatti bene in azienda e contribuisca in modo significativo alla mission aziendale;
  5.  prevedere le esigenze future dell’azienda;
  6. identificare i talenti che possono soddisfare quelle esigenze.

Nel particolare, un HM prima ancora che una posizione venga annunciata, lavora a contatto con i team per definire i bisogni specifici dell’azienda. Questo primo step include l’identificazione delle competenze personali, (Soft Skills) e quelle tecniche, le cosiddette Hard Skills, ambedue imprescindibili e necessarie in un potenziale lavoratore che, se presenti, apportano all’azienda una marcia in più necessaria al raggiungimento degli obiettivi futuri.

Sviluppo e pubblicazione di annunci di lavoro

Un hiring manager crea annunci di lavoro che attirino il candidato ideale. Questo step richiede una conoscenza capillare non solo delle esigenze del ruolo ma anche del mercato del lavoro. Tale figura deve quindi equilibrare le informazioni tecniche con un linguaggio che rifletta la mission aziendale.

Selezione e valutazione dei CV

Questo processo include non solo la revisione del CV del potenziale candidato ma anche la conduzione dei primi colloqui e a volte richiede la somministrazione di test o compiti pratici.

Coordinazione delle interviste

L’hiring manager spesso coordina l’intero processo di intervista, lavorando con i recruiter per stabilire un approccio coerente e completo. Questo step include la preparazione di domande atte a far emergere il vero carattere e il potenziale del candidato, nonché la valutazione della sua capacità di integrarsi all’interno dell’organizzazione.

Onboarding

Una volta selezionato il candidato ideale, l’hiring manager garantisce che le condizioni per il neo assunto e l’azienda siano per entrambi vantaggiose. Dopo l’assunzione, l’HM supervisiona il processo di onboarding, assicurando così una transizione fluida supportando il nuovo lavoratore nel suo percorso di inclusione aziendale.

Hiring manager vs recruiter: le principali differenze

hiring manager vs recruiter
hiring manager vs recruiter (jobstep.it)

Conoscere la distinzione tra hiring manager e recruiter è importante per distinguere in modo corretto le funzionalità di entrambe le figure nel mondo delle HR e del recruiting, ma  spesso le due professioni vengono confuse e assimilate in modo sbagliato. Entrambi i ruoli giocano funzioni di estrema rilevanza nel processo di assunzione, ma si concentrano su aspetti diversi. Ecco le principali differenze.

  • Obiettivo: l’hiring manager è focalizzato su chi è il miglior candidato per il ruolo e il team, mentre il recruiter si concentra su come trovare e attrarre questi candidati.
  • Ruolo nel processo di assunzione: l’hiring manager prende la decisione finale di assunzione basandosi sulla sua valutazione del candidato come adatto alla posizione e alla cultura aziendale. Il recruiter, invece, agisce come un facilitatore del processo, assicurandosi che l’hiring manager abbia a disposizione una selezione di candidati idonei tra cui scegliere
  • Interazione con i candidati: il recruiter di solito gestisce nelle comunicazioni iniziali e degli screening, mentre l’hiring manager è più coinvolto nelle fasi finali del processo delle interviste approfondite nonché della decisione finale dell’assunzione.

Il futuro del responsabile delle assunzioni

Com per molte altre figure, anche quella dell’hiring manager è in continua evoluzione. L’avanzamento delle innovazioni tecnologiche e dell’AI (Intelligenza artificiale)  comporta inevitabilmente dei cambiamenti dinamici nel mercato del lavoro che, giorno dopo giorno, influenzeranno significativamente il ruolo futuro di questa figura professionale.

Nel prossimo futuro, quindi, l’hiring manager dovrà adottare nuove strategie per potersi adattare e rimanere al passo. Tra queste spicca, come abbiamo accennato, sicuramente l’adattamento all’intelligenza artificiale che, sempre di più rivoluzionerà il modo di lavorare degli hiring manager soprattutto nel valutare i potenziali candidati futuri.

Ecco che emergono nuovi strumenti di screening basati sull’IA che possono processare una grande quantità di curricula in modo più veloce, permettendo agli hiring manager di concentrarsi su aspetti più personalizzati del processo di assunzione. Poi, ancora:

  1. diversità, equità e inclusione: la promozione di questi elementi diventerà strategica e funzionale nel lavoro di un hiring manager del futuro. Questo comporta non solo l’adozione di pratiche di assunzione che riducano i pregiudizi inconsci, ma anche lo sviluppo di programmi d’integrazione che supportino una forza lavoro diversificata.
  2. Competenze interpersonali e intelligenza emotiva: nonostante l’avanzamento delle tecnologie, le competenze interpersonali e l’intelligenza emotiva rimarranno la base del lavoro di un ottimo gli hiring manager. La capacità di costruire relazioni basate sulla fiducia, le motivazioni e aspirazioni dei candidati e di valutare il loro potenziale culturale con l’azienda è qualcosa che non potrà mai essere automatizzato.
  3. Formazione continua. L’impegno costante dell’hiring manager verso la formazione continua e lo sviluppo professionale sarà cruciale in futuro. Per non rimanere indietro con le innovazioni tecnologiche e le tendenze del mercato del lavoro questa figura professionale dovrà dedicare del tempo all’apprendimento e all’adattamento. Questo potrebbe includere aggiornamenti continui sulle ultime piattaforme di reclutamento basate sull’intelligenza artificiale, ma anche partecipazione a workshop e a corsi di aggiornamenti, e infine, anche lo  sviluppo di nuove competenze di leadership per la gestione dei team di lavoro anche da remoto.

In conclusione, gli Hiring Manager,  adattandosi a queste tendenze emergenti, in futuro potranno sicuramente continuare a svolgere un lavoro determinante nel plasmare il futuro aziendale e del professionista, contribuendo così al successo e alla crescita di realtà aziendali solide e lavoratori felici.

LEGGI ANCHE: >>>

Se desideri dare una svolta alla tua carriera lavorativa oppure vuoi sviluppare le tue soft skills, scopri i servizi di coaching dedicati al tuo profilo – Career Coaching JobStep

Valutazione Gratuita

Richiedi una valutazione del tuo CV e Profilo LinkedIn

Invia adesso il tuo Curriculum Vitae scrivendo a [email protected] oppure prenota una call preliminare, saremo lieti di offrirti un primo feedback gratuito.