Generazioni e lavoro: il confronto tra boomer, millennial, gen Z, Y e Alpha

di jobstep Gennaio 10, 2024

Nel mondo del lavoro di oggi si sta assistendo per la prima volta ad un’affascinante convergenza generazionale: 5 diversi tipologie di lavoratori appartenenti ad altrettante generazioni si incontrano e si scontrano. Cosa cercano nel mondo del lavoro e a cosa dovrebbero prestare attenzione le aziende. 

Un ambiente di lavoro sempre più dinamico e stimolante, in continua evoluzione. Il quadro che si profila oggigiorno nel mondo del lavoro è quello di una mescolanza di generazioni diverse. Nello specifico sono quattro le generazioni, ben distinte l’una dall’altra, che alimentano l’innovazione e guidano il successo.

Stiamo parlando di Boomer (nati tra il 1946 e il 1964), Generazione X (1965-79), Millennial (1980-96) e Generazione Z (1997-2012) oltre naturalmente la Generazione Alpha (dal 2012 in poi). Questo panorama multigenerazionale offre opportunità uniche ai datori di lavoro ma presenta anche diverse peculiarità che se non capite e gestite nel migliore dei modi potrebbero rappresentare enormi difficoltà.

Boomer, millennials, Gen Z, X e Alpha: chi sono?

generazioni

Con i termini Boomer, millennial, generazione Z, generazione X e Alpha si identificano generazioni diverse per caratteristiche, attitudini, desideri e stile di vita. Allo stesso modo le aziende se vogliono identificare i migliori talenti devono tenere conto di queste differenze.

Una delle maggiori sfide al giorno d’oggi che un’azienda è tenuta ad affrontare per crescere è quella di investire su giovani capaci e competenti. L’obiettivo di una società è dunque capire cosa cercano i lavoratori nell’azienda e, ovviamente, chi fa parte delle singole generazioni. Scopriamolo.

  • I boomer (nati tra il 1946 e il 1964), venuti al mondo dunque durante il boom economico del secondo dopoguerra. Oggi questo termine viene utilizzato dai più giovani per rivolgersi scherzosamente alle persone più “anziane”. Si tratta in realtà di persone con saldi principi e un infinito bagaglio di conoscenze.
  • La generazione X (nati tra il 1965 e il 1980). Questa generazione viene definita anche come “generazione invisibile”, ovvero cresciuta all’ombra dei boomer e schiacciata dalla loro imponente identità.
  • I millennials, o anche definita come generazione y, nati tra il 1981 e la fine degli anni ’90. Sono i primi a muoversi con più facilità tra le nuove tecnologie, i media e la comunicazione. È questa generazione che sulla propria pelle ha vissuto la crisi economica tra gli anni 2007 e 2013, subendone i pesanti contraccolpi.
  • La generazione Z include i nati tra il 1997 e il 2010. Nativi digitali, utilizzano le tecnologie e il web quotidianamente. La dimensione digitale fa pienamente parte della loro vita. Gli appartenenti a questa generazione sono anche conosciuti come “zoomer”.
  • La generazione Alpha sono i giovanissimi nati dal 2012 in poi.

Generazioni e lavoro: differenze

Uno studio sviluppato dall’ADP Research Institute dal titolo “People at work” ha evidenziato le differenze esistenti tra le 5 generazioni e cosa questi si aspettano di ottenere in futuro dall’azienda in cui lavorano. Secondo il rapporto i giovani lavoratori in Italia più che lo stipendio puro cercano uno scopo ben preciso.

  • La generazione Z (1997-2012), per esempio, desiderano lavorare per un datore di lavoro in cui credono. Inoltre, l’ambiente lavorativo desiderato è inclusivo e diversificato. Sono più interessati alla flessibilità dell’orario di lavoro che alla sicurezza del lavoro.
  • I Millennial (1981-96) e la Generazione X (1965-79). I millennial pensano di più (il 55%) della Gen X e desiderano uno stipendio competitivo, e poco meno della metà della Gen X e dei Millennial desidera la sicurezza del lavoro. Ambedue le generazioni si trovano a metà strada tra il vecchio e il nuovo.
  • I Boomer (1946-1964)  preferiscono lavorare senza badare all’orario. Oltre la metà di loro vuole  uno stipendio competitivo ma anche godersi il proprio lavoro.  Seppur questa generazione è spesso trascurata dai datori di lavoro, risultano molto più leali.

Nel particolare notiamo tra le varie generazioni, diversi modi di pensare al lavoro e  alla ricerca di un nuovo lavoro. Per esempio, i lavoratori più giovani sono meno leali in ambito professionale rispetto ai lavoratori più vecchi. Per esempio la generazione Z ha dichiarato che prenderebbe in considerazione la possibilità di cercare un nuovo lavoro se il loro datore di lavoro ordinasse loro di lavorare in ufficio a tempo pieno.

Questo dipende in parte  dal fatto che le generazioni più giovani vedono la loro vita personale e quella lavorativa come completamente intrecciate. Mentre un boomer non condividere la propria vita privata sul posto di lavoro. Così, con la crisi del costo della vita non è mai stato così importante che i lavoratori vengano pagati correttamente e in tempo. Seppur, il 56% della Generazione Z e il 49% dei Millennial affermano di essere spesso sottopagati mentre il 45% dei boomer lo pensa ma non lo dichiara apertamente.

Cosa cercano le 4 generazioni a lavoro

1. Boomer (58-64 anni)

Un boomer ricerca un posto di lavoro sulla base di molte e diversificate priorità. Tra le altre 4 generazioni, questa potrebbe essere definita come la più esigente, probabilmente in virtù di un passato nel quale è stato possibile per le persone che ne fanno parte accedere a diversi privilegi, oltre che per l’età. Nello specifico un boomer nella ricerca di un posto di lavoro valuta:

I tre driver valutati dai boomer nella ricerca del lavoro si accompagnano anche alla valutazione di una buona reputazione dell’azienda, a un management solido e forte, nonché al contenuto del lavoro stesso.

2. Generazione X (42-57 anni)

Coloro che appartengono a questa, a differenza della generazione precedente caratterizzata da una molteplicità di richieste, affermano che la loro priorità nella scelta di un’azienda e di un posto lavorativo è correlata alla vicinanza della sede aziendale. Inoltre, ritengono rilevante un buon equilibrio tra vita privata e lavorativa, un’atmosfera di lavoro piacevole e una retribuzione interessante.

3. Millennial (26-41 anni)

Nel caso dei millennial, questi scelgono un’azienda o un datore di lavoro in base a due elementi cardine: retribuzione con benefit e smartworking. In particolare, l’attenzione di questa generazione ricade soprattutto sulla concretezza del piano organizzativo. Molto probabilmente la scelta di questi elementi dipende dal fatto che in questa fascia d’età la maggior parte dei millennial ha appena formato una famiglia o magari è neogenitore.

4. Generazione Z (18 – 25 anni).

Per i più giovani, risulta fondamentale nella scelta di un lavoro l’atmosfera dell’ambiente professionale. A questo primo driver segue la visibilità del percorso di carriera e infine l’attenzione maniacale all’inclusione e alla diversità.

L’inclusione come elemento imprescindibile di questa ultima generazione, lontano invece dalle altre quattro, avvicina la Gen Z a un recupero dei valori molto simile e vicino ai loro nonni.

L’approccio aziendale

In conclusione, le risorse umane in fase di reclutamento così come il datore di lavoro successivamente, adottando il giusto approccio, gli strumenti, la formazione e l’apprendimento continuo su ogni singolo lavoratore appartenente alla generazione di riferimento potranno vedere prosperare l’azienda. Solo mettendo in pratica un approccio personalizzato ed empatico, le aziende possono creare una forza lavoro più inclusiva e favorire, così, la collaborazione e la produttività tra i dipendenti di diverse generazioni.

LEGGI ANCHE: >>>> 

 

Se desideri dare una svolta alla tua carriera lavorativa oppure hai bisogno di una consulenza professionale scopri i servizi dedicati al tuo profilo LinkedIn – Career Coaching JobStep

Valutazione Gratuita

Richiedi una valutazione del tuo CV e Profilo LinkedIn

Invia adesso il tuo Curriculum Vitae scrivendo a [email protected] oppure prenota una call preliminare, saremo lieti di offrirti un primo feedback gratuito.