L’evoluzione del mondo del lavoro passa attraverso due elementi fondamentali tra loro connessi, parliamo delle soft skills e e power skills (o soft power). Ecco come sfruttarli per la crescita personale e professionale
È risaputo, gli elementi essenziali per lo sviluppo di una leadership personale di successo sono le soft skills, fondamentali sia per essere assunti che per ritagliarsi un ruolo di rilievo in azienda. A queste si aggiunge una nuova forza conosciuta come soft power, “l’altra faccia del potere”, quello del duro hard power.
Il soft power è in grado di accrescere la propria abilità nel persuadere, convincere e attrarre a se risorse intangibili a livello culturale, sociale e professionale. Ecco dunque qual è la correlazione tra soft skills e power skills e come entrambe si mescolano insieme al fine di modificare in meglio (e incrementalmente) il mondo del lavoro.
Soft skills e power skills: un cambiamento prospettico
Sia le soft skills che le power skills sono abilità che si integrano con le competenze tecniche e specifiche di ciascun lavoratore, potenziandone l’efficacia e la qualità. In particolare, soft skills, ovvero le competenze trasversali e relazionali che un lavoratore possiede come, per esempio: comunicazione efficace, problem solving, intelligenza emotiva, lavoro di squadra, ecc., già nel 2022 sono state ribattezzate da Udemy, nota società di e-learning, come power skills.
Il motivo di questo switch risiede principalmente nella prospettiva dei due termini, ovvero, prima l’aggettivo Soft trasmetteva l’impressione di abilità non essenziali rispetto alle competenze propriamente legate al ruolo professionale specifico. L’aggettivo Power si intende rendere l’idea di Skills che servono ad accrescere quelle tecniche la cui presenza viene data molte volte per scontata soprattutto in un profilo senior.
L’importanza delle competenze “soft”

L’idea di quanto siano importanti queste skills trasversali nel mondo del lavoro oggigiorno è rimarcato anche da diverse statistiche internazionali. Infatti, secondo la Deloitte Access Economics entro il 2030 e quindi al massimo entro 6 anni, il 63% delle posizioni lavorative saranno fortemente influenzate dalla presenza delle soft skills. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Wall Street Journal riferendo che il 92% dei manager prevede che queste competenze siano ugualmente se non addirittura più importanti delle hard skills e che l’89% dei manager afferma di trovare difficoltà nel reperire collaboratori dotati di adeguate soft skills. Certamente si va incontro, sempre di più con il trascorrere del tempo, all’importanza delle competenze relazionali. Attualmente il mondo delle risorse umane ricerca accanto all’esperienza tecnica sicuramente anche le competenze trasversali, difficili ancora da misurare seppur ugualmente rilevanti in un potenziale lavoratore.
Esempi di soft skill
Queste competenze morbide includono diverse abilità relazionali come la capacità di comunicazione assertiva e di ascolto, oltre al problem solving, la gestione del conflitto, la capacità di collaborazione e cooperazione tra colleghi. Tra le molte, le soft skills più richieste dalle HR aziendali sono:
- Comunicazione interpersonale: ovvero la capacità di discutere efficacemente con gli altri.
- Ascolto attivo: l’abilità di comprendere le prospettive altrui.
- Gestione dello stress: l’abilità di rimanere calmi e allo stesso tempo produttivi sotto pressione.
- Flessibilità e adattamento ai cambiamenti imprevisti.
- Affidabilità e impegno nel lavoro.
- Empatia: capacità di comprendere e condividere i sentimenti di terze persone.
- Motivazione e determinazione nel raggiungere gli obiettivi personali e professionali prefissati.
- Costruire e mantenere relazioni professionali.
Power skills

In italiano può essere tradotto come le “abilità potenti”. Parliamo di power skills e sono molto simili alle soft skills. Migliorano l’efficacia professionale e personale dell’individuo non solo in ambito lavorativo ma nella vita di tutti i giorni. Tra le due competenze comportamentali – soft e power – non esiste una vera e propria distinzione, piuttosto si potrebbe dire un fondersi dell’una nell’altra. Le power skills sarebbero una versione migliorativa e valorizzativa delle “vecchie” soft skills.
Si è giunti, quindi, a considerare le competenze soft come competenze potenti. In modo particolare, quando ci riferiamo alle power skills parliamo di competenze come la creatività, l’agilità mentale, la resilienza e la crescita personale. Queste abilità migliorano la dinamica di un team di lavoro, l’efficacia individuale e professionale. Ecco alcuni esempi di competenze power:
- Pensare in modo innovativo e agile
- Profonda comprensione delle emozioni proprie e altrui.
- Pensiero critico atto ad analizzare situazioni difficili e per prendere decisioni logiche.
- Comunicazione assertiva, ovvero la capacità di esprimere idee e bisogni in modo limpido e rispettoso.
- Gestione del cambiamento.
- Raggiungere accordi vantaggiosi attraverso la negoziazione e la persuasione.
- Autoconsapevolezza e crescita personale.
- Promuovere la collaborazione e la coesione tra diversi team lavorativi.
Ambedue le abilità, soft e power kills, si integrano con le competenze tecniche e professionali (hard skills) di ciascuno, potenziandone però l’efficacia.
L’importanza del cambiamento
Al giorno d’oggi in un mondo lavorativo in continua evoluzione e con cambiamenti tecnologici imprevedibili e repentini, la flessibilità e l’adattabilità sono due abilità fondamentali. Possedere skills trasversali come: gestione del cambiamento, lavoro di squadra, creatività e proattività, rendono il lavoratore più competitivo sul mercato del lavoro e preparandolo al contempo anche a fronteggiare le sfide future con successo.
Infine, l’importanza di questa tipologia di competenze si manifesta anche nel fatto che queste skills possono essere sviluppate e potenziate in ogni fase della vita di un’individuo, attraverso l’esperienza, la formazione continua e l’apprendimento.
Non esiste un “momento giusto” per sviluppare soft e power skills: esse possono e devono essere coltivate costantemente, per un miglioramento continuo sia a livello professionale che personale.
Competenze trasversali: la marcia in più per l’azienda e il lavoratore
Come detto, al fine di raggiungere un livello elevato di professionalità, diviene oggi fondamentale sviluppare le power skills. In questo gli addetti alle risorse umane e i responsabili dovranno offrire opportunità di formazione e sviluppo continui ai propri dipendenti. Solo così questi ultimi potranno muoversi e accrescere il loro valore umano e professionale in modo veloce e corretto.
Facendo alcuni esempi, i corsi di formazione sulla creatività e sull’agilità mentale possono aiutare chi lavora a pensare in modo più flessibile e a trovare soluzioni innovative ai problemi. D’altra parte, la continua formazione sulla resilienza e sulla crescita personale, può aiutare a coltivare un approccio in grado di sviluppare una mentalità di crescita.
Infine, è fondamentale che chi si occupa di formazione sproni i dipendenti a praticare le power skills non solo sul lavoro, ma anche e soprattutto nella vita privata, fuori dell’ambito prettamente lavorativo promuovendo, per esempio, la creatività attraverso programmi di “open innovation”, oppure attraverso sessioni di coaching atti a incoraggiare la crescita personale e la resilienza.
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