Crescita professionale: le soft skills più richieste nel prossimo futuro

di Maria Teresa Bianco Giugno 4, 2021
Crescita professionale

Per la propria crescita professionale ognuno di noi deve puntare su determinate soft skills che aiuteranno, nel prossimo futuro, ad affrontare il mondo lavorativo diversamente. Come sta cambiando il mondo del lavoro e quali sono le nuove soft skills richieste per la propria crescita professionale?

Crescita professionale: le nuove soft skills richieste per affrontare il futuro

Puntare al futuro da ora per ripartire con il piede giusto. Per riuscire al meglio, aziende e persone dovranno sviluppare competenze e abilità nuove. Le domande da porsi oggi riguardano, per l’appunto, le nuove soft skills e quali, tra queste, saranno prese in considerazione nella ricerca del lavoro e nella crescita professionale.

L’anno appena trascorso ha scosso le fondamenta mettendo in crisi molti campi professionali. Le certezze di prima ora non esistono più e, al loro posto, sta sviluppandosi un altro modo di approcciarsi al lavoro.

Di cosa avremo bisogno domani? Di quali skills dovremo dotarci per non ripetere gli errori del passato?

Le soft skills su cui puntare: antifragilità, flessibilità e coraggio

soft skills

Prima di addentrarci nelle nuove soft skills richieste dal mondo lavorativo, urge chiarire cosa si intende per soft skills. Queste, sono tutta quella serie di competenze trasversali che nella vita lavorativa sono importanti come o più delle competenze tecniche e professionali acquisite con l’esperienza (hard skills).

Fra le soft skills, le principali richieste nel mondo del lavoro sono: il saper comunicare efficacemente; lavorare bene in team working e gestire al meglio i momenti di tensione e di stress lavorativo.

A queste principali competenze, si sono aggiunte ora altre 2 abilità importanti che i recruiter iniziano a valutare nella scelta del candidato ideale.

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1. La Flessibilità

web flessibilità

Il personale e le aziende devono imparare ad essere flessibili, ovvero saper cambiare rapidamente per adattarsi al cambiamento stesso. In parole povere, essere flessibili significa conoscere molto bene che cosa genera valore e orientare attività e azioni a ciò che genera questo valore in un circolo che coinvolge tutti.

A questa caratteristica si affianca un’altra abilità che l’imprenditore e i recruiter prendono molto in considerazione nella scelta di un candidato: il saper lavorare sotto pressione.

Ciò che si valuta in un professionista è come lui/lei riesce ad affrontare prontamente i problemi più ostici rimanendo, al tempo stesso, morbido e flessibile con le persone. Un’abilità che, sotto pressione, spesso viene meno.

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2. L’Antifragilità e il Coraggio

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Altra competenza trasversale molto valutata oggi è l’antifragilità di una persona, essenziale per la propria crescita professionale. Questa abilità rappresenta il modo di rafforzarsi di fronte alle difficoltà.

Spesso l’antifragilità è confusa con la resilienza ma tra le due vi è una differenza abissale. Infatti, quest’ultima si riferisce alla capacità di resistere ai momenti avversi e alle pressioni senza cambiare il proprio modo di fare o essere.

Se essere resilienti appare più “semplice”, essere antifragili non è così facile perché presuppone il “movimento mentale e l’azione fisica”. L’antifragilità si compone di alcuni punti fondamentali e richiede, per essere messa in moto di un’altra abilità, il coraggio:

  1. il coraggio di agire;
  2. il coraggio di abbandonare la propria zona di comfort;
  3. il coraggio di vivere l’avventura lontano da aspettative pre impostate da terze persone;
  4. il coraggio di abbandonare paradigmi sicuri e fissi;
  5. il coraggio di adattarsi con facilità ai cambiamenti imprevisti.

Per riuscire ad affrontare i cambiamenti nella vita, sia privata che lavorativa, questa preziosa soft skills deve essere presente e non solo nella singola persona ma anche all’interno di istituzioni, imprese e aziende.

Un esempio di antifragilità è stato dato da tutte quelle aziende che, nel corso della pandemia, hanno modificato il proprio modus operandi, dovendo adattarsi per poter andare avanti, ad un nuovo modello lavorativo.

E’ il caso del lavoro agile e dello smart working che ha cambiato lo stile di vita e professionale del mondo intero passando da un modello verticale, a una forma lavorativa e di produzione liquida, ovvero adattabile ai tempi della vita e molto più autonoma.

Il panorama lavorativo che va delineandosi vede, dunque, un’espansione delle competenze verso skills più umanistiche, maggiormente spendibili in ogni frangia del mercato.

La necessità per le aziende di investire sulle nuove skills si lega alla necessità nel medio-lungo periodo di convivere con il lavoro ibrido e da remoto. Proprio da questo scenario emerge l’esigenza di insistere su abilità cooperative come la consapevolezza, la gentilezza, la gratitudine e la mediazione per la propria crescita professionale.

 

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