Che sia giusto o sbagliato non conta, è una verità scomoda e in quanto tale bisogna saperla affrontare – magari con qualche piccolo stratagemma da sfoderare. Andando per ordine cercherò di integrare quelli che sono i classici consigli che si possono leggere online con altri di vita vissuta da recruiter.

Scrivere la propria età sul curriculum?
Personalmente propenderei per il no, per una mera questione di etica professionale che vorrebbe la figura dell’addetto alla selezione scevra di pregiudizi e bias cognitivi di sorta. In certi paesi come il Regno Unito è addirittura proibito richiedere tale tipo di informazione per via di severe norme antidiscriminazione. In Italia, invece, la data di nascita è spesso richiesta già all’interno del documento.
Scrivere il proprio indirizzo sul curriculum?
Aggiungere la propria mail?
Inserire la propria foto?
Presentazione o career profile
Sfruttate quelle poche righe (e mi raccomando, che siano poche! Non più di 4/5) per raccontare chi siete da un punto di vista professionale, amalgamando magari il tutto con i vostri obiettivi professionali.
Prima la sezione dedicata al lavoro o quella relativa all’istruzione?
Se avete una Laurea in Economia e Commercio, vi candidate per una posizione in banca e avete solo esperienze nel retail, il consiglio è quello di iniziare con la parte dedicata agli studi.
Che piaccia o meno, tutto deve essere calibrato in modo che il “colpo d’occhio” sia immediato e che ad essere evidenziate siano le caratteristiche migliori che si intendono sfruttare.
Il curriculum senza esperienze
Prima di tutto chiediti: sicuro di non aver mai svolto nessun lavoro? Nessuna attività di volontariato? Lavori estivi? Ripetizioni di qualche materia?
Immaginiamo le due possibilità:
- “No, mai, proprio nulla di nulla”: nessun timore, l’unica conseguenza è che a quel punto ci si dovrà concentrare maggiormente sulla parte relativa all’istruzione e alle ambizioni personali.
Descrivi il percorso di studi seguito, cosa ti ha insegnato e come saresti disposto a mettere in pratica tutto quel monte di informazioni teoriche per l’azienda. - “Ho fatto qualcosa, ma lavori in nero e di poco conto”: beh, nessun lavoro è “di poco conto” fintanto che crea un profitto. In più, sul CV è permesso segnare anche quelle esperienze che non sono supportate da contratti lavorativi dimostrabili. Senza addentrarci troppo in materia di diritto, un lavoratore non può subire anche le conseguenze dello sfruttamento subito.
Ho lasciato l’università prima della laurea, inserisco gli anni di studio?
Piccolo consiglio: invece di scrivere “Laurea in XY”, dato che non l’avete conseguita, utilizzate la locuzione “Corso di Laurea in XY” con le dovute date di inizo e fine. Non state mentendo, anzi.
Nessuno potrà dirvi nulla, il vostro curriculum non verrà scartato da quei recruiter più attenti ai titoli di studio che alle competenze e avrete la possibilità, se sarà necessario, di spiegare le vostre ragioni in sede di colloquio.
Ho svolto sempre lo stesso lavoro ma per aziende diverse, ragguppo le esperienze?
Come scrivere le esperienze?
Le prime voci degli elenchi è bene che si riferiscano alle caratteristiche più inerenti alla posizione ricercata (es. un cuoco che vuole lavorare in un ristorante dovrà inserire come prima voce qualcosa in riferimento alle sue abilità culinarie rispetto alla bravura che ha nel pulire e igienizzare ambienti e strumenti (comunque fondamentale)).
Ho un buco di X anni nel curriculum, come faccio?
Questo significa seguire corsi di aggiornamento, master, lezioni off/online per ottenere certificazioni. Tante di queste attività si possono trovare a titolo gratuito cercando online, sul sito di Forma-Temp, della vostra Regione ed eventualmente in quello del Centro per l’Impiego più vicino.
Cosa scrivo in “hobby”?
A cosa serve il trattamento dei dati personali?
La frase finale che, purtroppo, molti si scordano di inserire è invece uno degli elementi fondamentali del curriculum e senza la quale anche un profilo assolutamente in linea con il lavoro offerto non può essere preso in considerazione. Anzi, il recruiter è costretto a cestinare il tutto senza guardarsi indietro: nel caso in cui, al contrario, decidesse di tentare la sorte e chiamare il candidato questo potrebbe causare a lui e all’azienda per cui lavora una penale sostanziosa.
Qual è la differenza tra un CV Europass e uno professionale?
L’Europass viene ormai considerato come curriculum del passato e ormai sta venendo abbandonato. La grafica e le sezioni previste era molto limitanti e rendevano ogni candidato uguale a quello successivo. Impossibile inoltre mettere in risalto aree di expertise, progetti e risultati raggiunti.
Soprattutto negli ultimi due anni hanno iniziato a prendere maggiormente piede i curriculum professionali a cui, però, bisogna prestare attenzione: non tutti, infatti, riescono a superare la barriera degli ATS (qui un nostro articolo con qualche consiglio in merito: Come scrivere un ottimo CV leggibile dai Software ATS in 3 passaggi) utilizzati dai selezionatori. Un curriculum efficace e professionale e quello ritagliato su misura del candidato, in grado di mettere in relazione effettive esperienze maturate e competenze richieste nel nuovo ruolo.
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