Come pianificare la carriera con la tecnica dello scalatore

Come_pianificare_carriera

Indice Dell'articolo

L’improvvisazione può avere un suo spazio nella vita professionale. Ma quando si parla di carriera, affidarsi soltanto alle opportunità che si presentano può diventare rischioso.

Un’offerta interessante, una promozione, un aumento di stipendio, il contatto di un recruiter: sono tutte occasioni che meritano di essere valutate. Il punto è capire se, una dopo l’altra, stanno costruendo davvero il percorso professionale che vogliamo. Perché cambiare ruolo non significa necessariamente fare un passo avanti.

A volte significa semplicemente cambiare posizione. La differenza sta nella direzione.

Per questo, quando si vuole pianificare la carriera, può essere utile adottare una prospettiva diversa: invece di partire dal lavoro che possiamo fare oggi, partire dal ruolo professionale che vogliamo raggiungere e costruire il percorso a ritroso. È la logica della tecnica dello scalatore.

La tecnica dello scalatore: partire dalla vetta

Immaginiamo una guida alpina che deve accompagnare qualcuno verso una vetta.

Conoscere il punto di arrivo permette di ricostruire il percorso a ritroso: quale sarà l’ultimo tratto? Quale quello precedente? Quali tappe saranno necessarie prima di arrivare alla base?

La logica è semplice:

prima si definisce la destinazione, poi si costruisce il percorso.

Applicata alla carriera, significa cambiare la domanda abituale.

Non:

Qual è il prossimo lavoro che posso fare?

Ma:

Quale ruolo voglio essere in grado di ricoprire al termine della mia carriera?

Da quel momento si può iniziare a procedere all’indietro:

Quali responsabilità richiede quel ruolo?
Quali competenze?
Quali esperienze?
Quali risultati?
Quali passaggi professionali dovrebbero precederlo?

Fino ad arrivare al punto in cui siamo oggi. E quindi alla domanda più importante:

Qual è il primo passo che posso compiere per iniziare ad avvicinarmi a quella posizione?

È questo il passaggio da un desiderio professionale a un vero piano di carriera.

Pianificare la carriera significa prima di tutto definire una direzione

“Voglio crescere professionalmente” è un’ambizione, ma non è ancora un obiettivo.

Crescere verso cosa?

Verso un ruolo manageriale?
Verso una posizione executive?
Verso una maggiore specializzazione?
Verso un’azienda più strutturata?
Verso un settore diverso?

Un piano di carriera efficace parte dalla definizione di un obiettivo professionale concreto. Non è necessario prevedere ogni dettaglio dei prossimi dieci anni. È però importante avere una direzione sufficientemente chiara da poter valutare le opportunità che si presentano.

Pensiamo, per esempio, a un Marketing Manager che voglia diventare Direttore Marketing.

La destinazione non dovrebbe essere soltanto “un ruolo più senior”.

Bisogna capire che cosa significa realmente ricoprire quella posizione.

Qual è il perimetro di responsabilità?

Quante persone vengono normalmente gestite?

Quale responsabilità esiste sul budget?

Quanto conta la strategia rispetto all’operatività?

Quali risultati vengono richiesti?

E soprattutto: quali esperienze hanno normalmente le persone che già ricoprono quel ruolo? Da qui comincia la pianificazione della carriera.

Il mercato del lavoro deve entrare nel tuo piano di carriera

Uno degli errori più frequenti consiste nel costruire il proprio percorso professionale guardando esclusivamente alle competenze che già possediamo.

Ma una carriera non si sviluppa soltanto sulla base di ciò che sappiamo fare. Si sviluppa anche sulla base di ciò che il mercato richiede e riconosce.

Per questo, dopo aver individuato il ruolo obiettivo, è necessario analizzare il mercato del lavoro.

Gli annunci possono fornire informazioni molto utili:

  • quali competenze vengono richieste;
  • quali responsabilità vengono associate al ruolo;
  • quali esperienze vengono considerate rilevanti;
  • quali strumenti e conoscenze sono ricorrenti;
  • quali risultati vengono valorizzati.

Anche osservare i percorsi professionali di manager che ricoprono già quella posizione può essere utile.

Questa analisi permette di fare una cosa fondamentale: confrontare il proprio profilo con il profilo richiesto dal mercato.

Ed è da questo confronto che emergono i gap da colmare.

Dal profilo attuale al ruolo obiettivo: individuare i gap

Supponiamo che l’obiettivo sia arrivare a una posizione di Direttore Commerciale.

Oggi potremmo avere una solida esperienza nella gestione dei clienti, ma nessuna responsabilità diretta su un team. Potremmo conoscere molto bene il mercato, ma non avere mai gestito un budget.

Potremmo essere forti nella vendita, ma avere poca esperienza nella definizione della strategia commerciale.

Queste differenze non rappresentano necessariamente un problema.

Sono semplicemente informazioni utili per costruire il percorso di carriera.

Anche strumenti di assessment, come una Personal SWOT Analysis, possono aiutare a mettere a fuoco punti di forza, aree di miglioramento, opportunità e fattori di rischio.

Ma l’autovalutazione non è sufficiente.

Il vero riferimento deve essere il ruolo a cui vogliamo arrivare.

La domanda diventa:

Quali elementi devono essere presenti nel mio profilo perché un’azienda possa considerarmi credibile per quella posizione?

A quel punto il piano di carriera comincia a prendere forma.

La tecnica dello scalatore applicata alla carriera

Ora possiamo procedere a ritroso.

Immaginiamo che la vetta sia:

Obiettivo: Direttore Commerciale

Quale potrebbe essere il passaggio immediatamente precedente?

Passaggio 9: assumere una responsabilità commerciale più ampia, con obiettivi e risultati direttamente misurabili.

E prima?

Passaggio 8: gestire un team o un perimetro commerciale significativo.

Prima ancora?

Passaggio 7: acquisire responsabilità su budget, sviluppo clienti e pianificazione commerciale.

E ancora prima?

Passaggio 6: passare da un ruolo prevalentemente operativo a uno con maggiore esposizione alle decisioni di business.

Continuando a procedere a ritroso arriviamo progressivamente alla situazione attuale.

È un esercizio apparentemente semplice, ma molto utile perché costringe a collegare ogni passaggio al successivo. Il risultato non è una lista di lavori da fare. È una sequenza di condizioni da costruire.

Non cercare semplicemente il prossimo lavoro

Questa è forse la conseguenza più importante della tecnica dello scalatore. Quando cerchiamo un nuovo lavoro, siamo naturalmente portati a concentrarci sulle opportunità disponibili oggi.

Ma il prossimo ruolo dovrebbe essere valutato anche in funzione di ciò che potrà permetterci di fare domani.

Un’offerta può avere uno stipendio più alto, un titolo più prestigioso o un’azienda più conosciuta. Ma se non ci permette di sviluppare le competenze, le responsabilità o le esperienze necessarie per il nostro obiettivo professionale, potrebbe non essere il passaggio più coerente con il percorso che vogliamo costruire.

Al contrario, un ruolo apparentemente meno eclatante potrebbe rappresentare un passaggio strategico se permette di acquisire un’esperienza che oggi manca.

Per questo, quando si valuta un’opportunità, non bisognerebbe chiedersi soltanto:

“Quanto è interessante per me oggi?”

Ma anche:

“Dove mi porta domani?”

Definire le proprie priorità professionali

Naturalmente, il mercato non è l’unico elemento da considerare.

Un percorso di carriera deve essere compatibile anche con le proprie priorità.

Per qualcuno può essere fondamentale la crescita economica. Per qualcun altro l’aumento delle responsabilità.

Per altri ancora possono avere maggiore peso la flessibilità, la possibilità di lavorare in un determinato settore, la dimensione dell’azienda o la possibilità di assumere un ruolo internazionale.

Queste variabili aiutano a selezionare le opportunità. Perché non tutte le opportunità sono opportunità per noi.

Definire le proprie priorità permette quindi di evitare che il piano di carriera venga determinato esclusivamente da ciò che capita.

Trasformare il percorso di carriera in un piano d’azione

Una volta individuati i passaggi necessari, bisogna trasformarli in azioni concrete.

Un piano di sviluppo professionale non dovrebbe limitarsi a indicare:

“Migliorare le competenze manageriali.”

È necessario capire come.

Quale responsabilità posso assumere? Quale progetto posso guidare? Quale risultato posso ottenere?

Quale tipo di azienda può rappresentare il passaggio successivo?

E soprattutto: come potrò dimostrare al mercato di aver fatto quel passo?

Quest’ultimo punto è fondamentale.

Una competenza non dimostrata rimane un’affermazione. Un risultato, una responsabilità, un progetto gestito o un’esperienza concreta diventano invece evidenze del proprio valore professionale.

Il piano di carriera deve essere misurabile

Più il percorso viene scomposto, più diventa possibile monitorarlo.

Per ogni passaggio possiamo definire:

Obiettivo: cosa devo raggiungere?

Gap: cosa mi manca oggi?

Azione: cosa devo fare?

Risultato: quale evidenza concreta voglio ottenere?

Scadenza: entro quando?

Passaggio successivo: quale nuova possibilità dovrebbe aprire?

In questo modo il piano di carriera smette di essere un documento teorico e diventa uno strumento di gestione della propria evoluzione professionale.

Dalla vetta al primo passo

La tecnica dello scalatore applicata alla carriera parte da un principio semplice: non è necessario conoscere ogni passo della propria vita professionale, ma è importante avere una direzione.

Si definisce il ruolo obiettivo.

Si analizza il mercato.

Si confronta il proprio profilo con quello richiesto.

Si individuano i gap.

Si stabiliscono le priorità.

Si costruiscono i passaggi intermedi.

E infine si arriva alla domanda più concreta: qual è il primo passo che posso compiere oggi?

Perché una carriera non si costruisce necessariamente attraverso grandi cambiamenti. Spesso prende forma attraverso una successione di scelte più piccole: una responsabilità in più, un progetto, una competenza, un risultato, un cambio di ruolo, un’esperienza in un’azienda diversa.

Passaggi che, considerati singolarmente, possono sembrare poco rilevanti. Ma che, se costruiti nella giusta direzione, possono cambiare progressivamente il valore e il posizionamento di un professionista sul mercato.

Prima si definisce la vetta. Poi si costruisce il percorso. Infine si decide il primo passo.

Definisci i tuoi obiettivi di crescita: completa il nostro Career Test e inizia a dare una svolta alla tua carriera.

Altri articoli