Che leader sei? Le 10 tipologie di leadership

di jobstep Aprile 1, 2024
Tipologie di leadership

Dieci tipologie di leadership differenti che possono migliorare (o cambiare) il modo di lavorare di un manager. Ecco come capire qual è la tipologia di leadership che più ci caratterizza.

Il concetto di leadership è da molti anni al centro di diversi studi che riguardano, in particolare, la definizione di diverse tipologie o stili di leadership esistenti all’interno di aziende e organizzazioni. Seppur esiste un concetto di leadership ben definito, ogni tipo di leader ha le sue peculiarità e, dunque, il proprio stile.

Così come è necessario rispettare la singolarità di ogni membro di una squadra e il team stesso nel suo insieme, anche il leader ha bisogno di conoscere sé stesso e lo stile che più lo rappresenta in modo da definire i suoi punti di forza e anche quelle di miglioramento.

Che tipo di leader sei?

Diverse sono state negli anni le teorie sulla leadership sviluppate dagli studiosi. Tra queste, la prima sviluppata fu la “Teoria dei tratti” da Galton che considerava la leadership come una sorta di dono e che solo poche persone con le giuste caratteristiche avrebbero potuto formare un team.
Questo approccio dominò fino a quando emerse un nuova teoria, quella della Leadership Situazionale.

leader

Tale nuovo approccio si basa sull’assunto che “i leader di successo hanno la capacità di guardare le situazioni da prospettive diverse. Valutano la situazione e i comportamenti dei membri della squadra in gioco e determinano il tipo di strategia da adottare per ottenere il miglior risultato”. Ma come abbiamo detto precedentemente, nei decenni si sono susseguiti diverse strategie e approcci sull’argomento “leadership” e con esse sono stati sviluppati nuovi studi e concetti per stabilire i diversi stili di leader.

Da sottolineare che le diverse teorie sviluppate negli anni sono state l’una il perfezionato della successiva senza che l’ultima scartasse mai la precedente. Come se fosse stata un’evoluzione continua. In questo senso, negli studi di Hersey e Blanchard sul modello di leadership situazionale, per esempio, troviamo quattro tipologie di leader. Mentre negli studi derivanti da Goleman ne identifichiamo sei. In totale sono 10 le tipologie di leadership esistenti. Ognuna con i suoi tratti distintivi. E tu, a quale stile appartieni? Scopriamolo subito.

1. Leader direttivo

Nello stile direttivo, le decisioni non sono oggetto di discussione, queste vengono prese dall’alto e comunicate ai propri dipendenti. Questi ultimi devono solo limitarsi a eseguire “l’ordine” o il compito assegnatoli dal leader. In questa tipologie di leadership, detto anche leader guida, la comunicazione bi-direzionale non trova spazio per coesistere, è solo il leader a prendere la maggior parte delle decisioni e a svolgere il lavoro quasi da solo.

Questo stile si applica nei casi in cui le decisioni vadano oltre le competenze gerarchiche dei dipendenti ai quali vengono solo comunicate. Da specificare che non è mai vero che chi appartiene a questo stile sia un leader con un carattere difficile o che abbia difficoltà a rapportarsi ai propri collaboratori. Il più delle volte il modello direttivo si applica semplicemente al contesto che in quel caso impone che certe scelte non vengano messe in discussione.

I punti chiave di un leader direttivo (o guida) sono la determinazione e il controllo di sé stesso e degli altri. Guarda ai risultati desiderati a lungo termine e alla direzione generale della squadra e dei suoi processi, raccogliendo le sfide con entusiasmo. Se credi di essere un leader direttivo e dunque con una visione al futuro, cerca di mantenere saldo il focus anche sul presente, lavorando insieme agli altri per portare a termine le cose oggi.

2. Leader persuasivo

Qui il compito del leader persuasivo è quello di definire le mansioni come nel precedente stile ma  con una comunicazione bi-direzionale. Dunque il manager è una persona disponibile ad ascoltare i consigli e i punti di vista che arrivano dai suoi collaboratori.

Come per il leader direttivo di cui abbiamo parlato poc’anzi, anche in questo caso è il leader a indicare ruoli e compiti, ma le decisioni vengono prese dopo essersi consultato con i suoi collaboratori che qui hanno voce in capitolo. In questa tipologia di leadership, quindi, esiste un’interazione frequente tra manager e singoli membri del team, con occasioni anche extra-lavorative per socializzare. Come Leader Persuasivo cerca di lavorare di più insieme al tuo team per stabilire e definire i processi che tengano conto delle esigenze di tutti.

3. Leader partecipativo

Un leader partecipativo, come la stessa terminologia lascia intendere, è una persona che al lavoro partecipa alle scelte con i propri collaboratori, fornendo supporto e incoraggiando la propria squadra ma interviene solo in caso di necessità.

Lavora in modo razionale ed esauriente e in quanto tale, può spesso fornire la bussola etica per l’intero gruppo. Ricco di morale, mantiene alti livelli di performance e tende ad essere molto ben organizzato. Se ti identifichi in questo genere di leadership, aumenta la tua capacità di incoraggiare e supportare la tua squadra con feedback e commenti positivi, che ne mantengano l’unione.

Una leadership partecipativa non definisce i compiti in modo estremamente dettagliato, lasciando, di conseguenza, ai singoli la responsabilità dell’organizzazione del lavoro. Anche in questo caso il livello di interazione interpersonale tra leader e collaboratore è alto.

4. Leader delegante

Si parla di tipologia delegante quando sono i dipendenti a rivolgersi al leader, ma solo in caso di bisogno. Qui l’intera squadra lavorativa è altamente competente, sicura delle proprie capacità e motivata. In lui spiccano la compostezza, l’eleganza nel parlare e la fermezza. E’ molto amabile e rispettoso dei propri collaboratori.

Non organizza il lavoro al posto dei suoi collaboratori, ma lascia che siano autonomi nell’organizzazione delle attività, pur rimanendo nella zona linee-guida generali.

I 6 stili di leadership secondo Goleman

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Gli studi sulla leadership effettuati da Daniel Goleman hanno aperto gli occhi soprattutto sulla differenza tra capo e leader, fino a quel momento ritenute due figure identiche. La distinzione tra leader e capo ha portato a stratificare anche la figura del leader scoprendo i sei tipi diversi di leadership. Vediamo quali sono gli stili identificati da Goleman, che si basano su aspetti diversi dell’intelligenza emotiva.

1. Leader visionario

È descritto come autorevole ma da non confondere con “autoritario”. Un leader visionario fornisce alla propria squadra lavorativa la direzione generale da seguire, gli obiettivi da raggiungere, ma lascia che siano loro a decidere il modo per farlo. In particolare il leader visionario è colui che in un delicato momento di cambiamento riesce a creare un clima positivo in azienda.

Lo stile visionario risulta efficace se adottato da un manager molto carismatico, sicuro di sé, empatico e soprattutto credibile.

2. Leader aggregativo

La caratteristica del leader aggregativo si focalizza sulla creazione di un ambiente di lavoro consono e ideale per i propri collaboratori. Non è molto portato ad elargire apprezzamenti e riconoscimenti ai propri collaboratori ma, di contro è il gruppo di lavoro a trovare indicazioni concrete su attività, consigli e azioni correttive.

Un leader con stile aggregativo tenderà ad avere un team confuso poiché privo di una guida salda.

3. Leader democratico

Spesso anche definito come leader partecipativo, tale approccio è tipico dei contesti organizzativi caratterizzati da estrema collaborazione, trasparenza e condivisione tra capo e collaboratori. Anche in tal caso, però, possono sorgere dei lati non proprio efficaci. Per esempio può capitare che un meeting di aggiornamento interno possa protrarsi per molte ore solo per dare modo a tutti di esprimere il proprio parere.

Si tratta dello stile di leadership che è più in grado di responsabilizzare i singoli dipendenti nel raggiungimento degli obiettivi aziendali, valorizzandone al massimo competenze e performance individuali.

4. Leader esigente

Si tratta di uno stile che necessita di una buona dose di equilibrio per non risultare troppo centrato sull’obiettivo e poco empatico verso il team di lavoro. La caratteristica principale del leader esigente è quella di dare l’esempio, mettendo in pratica in prima persona le azioni che si aspetta di vedere dai suoi collaboratori.

Il rischio di uno stile esigente è che vi siano degli standard dettati dal leader troppo alti. Per evitare tale rischio è fondamentale che vi sia una stretta ed efficace collaborazione con il gruppo di lavoro.

5. Leader coach

Questa tipologia di leadership si addice in modo particolare a chi ambisce al continuo miglioramento e affinché ciò avvenga, la condizione necessaria è la motivazione. L’obiettivo principale di un leader coach è quello di creare una connessione tra la mission dell’azienda e quelli che sono i bisogni del lavoratore.

Il coaching mira a far emergere le potenzialità di ogni singolo membro del team per migliorarne le performance ai fini del raggiungimento degli obiettivi aziendali. Per l’efficacia di questo stile di leadership, Daniel Goleman presuppone la presenza di lavoratori motivati e dotati di spirito d’iniziativa nonché spinti a crescere professionalmente.

6. Leader autoritario

Questa ultima tipologia di leadership proposta da Daniel Goleman descrive uno stile che tende verso la coercizione. Il leader autoritario impone la propria visione senza ammettere repliche. Esige rispetto dai suoi collaboratori e non accetta fallimenti.

Non è difficile capire che uno stile così rigido porta sin da subito alla creazione di un clima teso e di un’atmosfera di generale insoddisfazione, andando, ovviamente, ad inficiare sul rendimento e la produttività in termini di qualità. Questo stile definito dallo stesso Goleman anche come “militare” dovrebbe essere utilizzato solo in casi di estrema emergenza o di crisi.

Le 3 attività che identificano un leader efficace

  • Management: fissare gli obiettivi, valutare le performance, pianificare i progetti e assegnarli ai propri collaboratori.
  • Leadership: comunicare e condividere sia la vision che la mission aziendale dando l’esempio. Non solo, motivare i lavoratori e ispirare il cambiamento.
  • Coaching: confrontarsi con il proprio team di lavoro sulle attività da svolgere per raggiungere gli obiettivi, fornire feedback e supporto, fare formazione continua.

 

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