Per cosa stai lavorando? La risposta è nella tua ancora di carriera

ancore_di_carriera

Indice Dell'articolo

Quando pensiamo alla carriera, spesso ci concentriamo su obiettivi concreti: ottenere una promozione, guadagnare di più, assumere un ruolo di maggiore responsabilità. Sono traguardi importanti, ma rischiano di farci guardare soltanto alla superficie. La vera domanda, quella che spesso evitiamo di porci, è un’altra: per cosa stai lavorando? Cosa speri davvero di ottenere durante il tuo percorso professionale?

Non si tratta solo di quanto guadagnerai o del titolo che comparirà sul tuo biglietto da visita, ma di capire quale significato attribuisci al lavoro nella tua vita. Vuoi sentirti riconosciuto come esperto in un ambito specifico? Preferisci guidare persone e processi? Oppure per te contano soprattutto la stabilità, la libertà di azione o la possibilità di costruire qualcosa di tuo?

A rispondere a queste domande ci viene in aiuto Edgar Schein, psicologo del lavoro che, dopo decenni di ricerca, ha individuato le cosiddette “Ancore di Carriera”: motivazioni profonde che orientano le nostre scelte e che, spesso senza rendercene conto, determinano il livello di soddisfazione che proviamo sul lavoro.

Queste ancore possono essere considerate dei veri e propri punti di orientamento. Ci permettono di spiegare perché in certi ruoli ci sentiamo pienamente realizzati mentre in altri, pur essendo apparentemente di successo, ci percepiamo fuori posto.

Ecco le 5 principali:

1. Tecnico-Funzionale

Caratterizza chi ama approfondire una competenza specifica e diventare un vero esperto. Sono i professionisti che preferiscono “fare” piuttosto che gestire: il loro valore sta nella competenza tecnica e nella capacità di risolvere problemi complessi.

2. Manageriale

Propria di chi desidera guidare persone e processi piuttosto che limitarsi a una funzione specifica. Questi professionisti hanno una visione d’insieme, cercano responsabilità trasversali e puntano a posizioni di leadership.

3. Sicurezza e Stabilità

Alcuni trovano soddisfazione soprattutto nella continuità: un ambiente stabile, un contratto sicuro, poche incognite. Pur non cercando sempre nuove sfide, garantiscono fedeltà e costanza all’organizzazione.

4. Autonomia e Indipendenza

Chi si riconosce in questa ancora vuole gestire il proprio lavoro in piena autonomia. Ama decidere tempi, modi e priorità, e rende al massimo in contesti che rispettano la sua libertà di azione.

5. Creatività Imprenditoriale

È l’ancora di chi sente l’esigenza di creare qualcosa di proprio. Difficilmente si adatta a gerarchie rigide o processi standardizzati: trova la sua realizzazione solo costruendo progetti, aziende o iniziative personali.

Contenuto dell’articolo

Perché è importante conoscere la propria ancora?

Indipendentemente dal livello di seniority, avere consapevolezza di ciò che ti motiva davvero significa:

  • prendere decisioni professionali più consapevoli,
  • evitare percorsi non in linea con i tuoi valori,
  • aumentare performance e soddisfazione sul lavoro.

Troppe volte vedo manager e professionisti muoversi “per inerzia”, accettando avanzamenti o cambi di ruolo senza chiedersi se siano davvero in linea con ciò che desiderano. Il rischio? Arrivare a metà carriera con ottimi titoli sul CV ma con la sensazione di non aver costruito nulla di davvero significativo per sé stessi.

Capire la tua ancora di carriera, invece, ti permette di:

  • negoziare meglio con il tuo attuale datore di lavoro (definendo obiettivi coerenti con ciò che ti motiva),
  • scegliere nuove opportunità valutando se rispecchiano davvero ciò che cerchi,
  • impostare un piano di sviluppo personale che non sia copiato da altri, ma cucito sulle tue ambizioni più autentiche.

 

Se desideri dare una svolta alla tua carriera lavorativa oppure vuoi sviluppare le tue soft skills, scopri i servizi dedicati al tuo profilo – Career Coaching

Altri articoli