AI Recruiting: cos’è e come usarla nel reclutamento | 5 strumenti

AI Recruiting

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Tra le diverse tecnologie emergenti nel mondo del reclutamento, di sicuro, l’AI è la tecnologia che più di ogni altra sta entrando a far parte del mondo delle HR in modo incisivo. Ecco come viene usata nei processi di recruiting e quali sono benefici e svantaggi.

Le imprese di ogni settore, nel corso degli ultimi anni, hanno iniziato a usare la tecnologia per ottimizzare e semplificare le diverse funzionalità aziendali che un tempo erano gestite solo dalla presenza umana. Parliamo dell‘Intelligenza artificiale (AI) e come questa sta trovando applicazione anche nel comparto del recruiting dove viene impiegata per rendere più efficienti i processi di selezione del personale.

L’AI recruiting sfrutta strumenti basati proprio sull’Intelligenza artificiale per velocizzare i vari step riguardanti la ricerca, selezione e valutazione dei candidati, migliorando non solo la qualità delle assunzioni ma soprattutto riducendo costi e tempi del reclutamento. Ma come usare l’AI nel recruiting? E quali benefici apporta l’assunzione di questa Intelligenza nei processi di reclutamento? Scopriamolo insieme.

L’applicazione dell’AI nei processi di recruiting

intelligenza artificiale
AI e scrittura cv

Se pensiamo all’AI nel recruiting, una delle sue principali applicazioni è sicuramente l’automatizzazione delle interazioni con i candidati, come per esempio la selezione dei CV più idonei. Gli algoritmi di AI, in questo caso, possono analizzare diversi curriculum vitae in modo dettagliato, identificando immediatamente le competenze chiave, le esperienze lavorative e le qualifiche maggiormente rilevanti per la posizione in oggetto, consentendo di fatto l’individuazione dei profili migliori.

Ma non solo, l’Intelligenza artificiale può valutare anche le soft skills nei CV o altre qualità intrinseche che potrebbero non emergere da una prima lettura del curriculum effettuata da un occhio umano. Inoltre, gli strumenti di AI sono molto utili nell’organizzare le varie fasi di un colloquio e, dunque, supportare il recruiting e i responsabili delle risorse umane.

In tal senso, esistono software che permettono di programmare automaticamente i colloqui con i candidati selezionati dopo aver effettuato una prima scrematura curriculare, facendo, così, risparmiare tempo al comparto HR. Ancora, l’intelligenza artificiale può anche essere usata per scrivere job description più efficaci. Strumenti specifici di AI possono analizzare il testo di un annuncio di lavoro e suggerire migliorie per rendere la descrizione più attrattiva agli occhi dei candidati qualificati.

Un altro punto a favore dell’Intelligenza Artificiale nel recruiting è quello di apparire utile anche nel reclutamento di candidati passivi, ovvero di persone che non stanno attivamente cercando un nuovo lavoro ma che potrebbero essere aperte a nuove opportunità. Questo può avvenire grazie alla capacità dell’AI di analizzare dati provenienti da profili sui social professionali come LinkedIn e scovare potenziali candidati che corrispondono ai criteri di ricerca e, di conseguenza, inviare loro messaggi ad hoc, aumentando così la possibilità di coinvolgerli nel processo di selezione.

I benefici dell’AI Recruiting

L’uso dell’AI nei processi di reclutamento porta molti vantaggi che possono migliorare complessivamente il rendimento di un’azienda. Questo è possibile in quanto l’Intelligenza artificiale e gli strumenti adoperati sono in grado di valutare grandi quantità di dati in modo continuativo rendendo i processi di reclutamento più rapidi, economici e molto affidabili.

L’AI, infatti, ha un basso margine di errore e lavora senza interruzioni in modo da  ottimizzare le risorse e migliorare la qualità delle decisioni aziendali. Tra i diversi benefici dell’AI recruiting troviamo:

  • Valutazioni precise dei candidati attraverso un processo di selezione affidabile ed equilibrato, eliminando i bias che molte volte possono influenzare le decisioni dei responsabili delle risorse umane;
  • Ricerca veloce dei candidati idonei attraverso algoritmi avanzati, l’AI può esaminare CV, lettere di presentazione e profili social per individuare i candidati più vicini al ruolo richiesto dall’azienda. Questo consente alle aziende di ammortizzare costi e tempi;
  • Esperienza dei candidati migliore l’AI può migliorare di molto l’esperienza dei candidati durante il processo di recruiting. Attraverso strumenti come chatbot e assistenti virtuali si possono avere feedback immediati alle loro domande, garantendo supporto continuo e personalizzato.
  • Migliorare la reputation branding quando i possibili lavoratori capiscono che l’azienda utilizza tecnologie avanzate aprendosi così all’innovazione risultano più propensi a considerare quell’azienda come un luogo di lavoro ideale.
  • Identificazione dell’andamento del mercato del lavoro attraverso le analisi predittive l’AI può identificare i trend nel mercato del lavoro, prevedere le esigenze future di assunzione e organizzare il lavoro. Questo consente alle aziende di avere sempre un vantaggio sui competitor.

Gli svantaggi dell’AI recruiting

Dall’altro lato della medaglia, come sempre accade, saltano all’occhio anche le “sfide” che l’uso dell’AI nel recruiting può comportare. Anzitutto, è inevitabile riconoscere che gli strumenti di Intelligenza artificiale diventeranno sempre più sofisticati. Questo solleva diverse domande riguardo al futuro del ruolo della figura del recruiter nei processi di selezione del personale in azienda.

Da premettere che anche se l’AI può rendere il lavoro dei recruiter più facile ed efficace, non potrà mai sostituire umanamente la persona. Questo perché il reclutamento è un processo incentrato sulle persone e l’HR deve essere in grado di capire i desideri, le prospettive e le motivazioni sia dell’azienda per cui lavora sia dei candidati che seleziona.

In merito alla fiducia delle persone sull’uso dell’AI, una ricerca del 2023 condotta da KPMG e dall’Università del Queensland dimostra che molte persone ancora non si fidano completamente di questi strumenti altamente tecnologici. E’ palese che la vera sfida è creare le condizioni ideali affinché il reclutatore e l’Intelligenza artificiale possano collaborare insieme efficacemente andando oltre il timore che le tecnologie prenderanno il posto degli esseri umani in specifiche attività che sono state, da sempre, svolte da persone in carne e ossa.

Un ulteriore svantaggio dell’AI nel recruiting è rappresentata dai costi di implementazione della stessa Intelligenza artificiale e dal bisogno continuo di formazione dei recruiter. Considerato che le tecnologie evolvono rapidamente, le aziende potrebbero dover affrontare spese extra per aggiornare costantemente il personale, investendo ingenti somme di denaro in software e programmi di formazione di ultima generazione.

Un problema critico dell’AI recruiting è legato ai bias impliciti che possono contaminare gli algoritmi dell’intelligenza artificiale. Se, per esempio, uno strumento di AI utilizza un database ormai desueto, potrebbe escludere in modo arbitrario alcuni candidati giusti durante la fase di screening dei CV e favorire involontariamente candidati diversi dagli standard richiesti dall’azienda. Per arginare tali rischi i recruiter dovrebbero partecipare attivamente alle decisioni prese dagli strumenti di AI, garantendo sempre la massima trasparenza.

I 5 strumenti usati dall’AI recruiting

Tra gli strumenti adoperati dall’AI recruiting ci sono i software di

  • CV parsing: questi software analizzano automaticamente i CV, estrapolando le informazioni più rilevanti ed eseguendo una valutazione rapida e precisa delle candidature.
  • CV matching: usati principalmente per confrontare i dati raccolti attraverso il processo di parsing con i requisiti dei candidati ricercati per un dato ruolo aziendale, individuando i profili più idonei in poco tempo.
  • Bot review: automatizzano l’analisi iniziale delle candidature, eliminando i profili che non sono in linea con i criteri richiesti e focalizzando l’attenzione dei recruiter solo sui candidati più giusti.
  • Chatbot: questi strumenti operano come assistenti virtuali, rispondendo alle domande dei candidati, fornendo informazioni utili sul ruolo disponibile e facilitando il processo di candidatura.
  • Software di analisi dei video CV: questi strumenti permettono di valutare i papabili candidati attraverso interviste registrate grazie all’uso di algoritmi di riconoscimento facciale e analisi del linguaggio in modo da fornire una valutazione dettagliata delle soft skills.

L’Intelligenza artificiale nell’onboarding aziendale

Dopo aver visto come l’AI può risultare utilissima nelle fasi primarie del recruiting, vediamo come questa agisce, invece, nell’onboarding aziendale, ovvero la fase successiva all’assunzione del candidato prescelto. In questo senso l’AI può facilitare l’integrazione del neo lavoratore nel contesto aziendale.

Usando algoritmi di apprendimento automatico, l’intelligenza artificiale può suggerire percorsi di formazione adattati alle esigenze del singolo lavoratore nonché al suo livello di competenza, accelerando il processo di inserimento e aumentando il tasso di produttività.

Infine, l’AI può essere usata per monitorare il lavoro del dipendente appena assunto durante i primi mesi di lavoro, valutando il suo livello di soddisfazione e di coinvolgimento. La finalità è permettere all’azienda, in caso di rilevazione di problemi, di intervenire prontamente e migliorare l’esperienza professionale del neoassunto e ridurre così il rischio di turnover.

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