⁠⁠Come dare le dimissioni volontarie: 8 consigli da seguire

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Decidere di lasciare il lavoro è sempre una scelta importante, al di là della ragione che risiede dietro tale decisione. Ed è per questo che comunicare le proprie dimissioni volontarie all’azienda nel modo giusto è importante. Ecco come farlo senza commettere errori.

Non tutti i lavoratori che hanno deciso di dare le dimissioni sono consapevoli di come comunicarlo correttamente al proprio superiore. Esistono dei modi efficaci di esprimere questa delicata scelta senza lasciare un ricordo sbagliato di sé come professionisti. Oggi, infatti, approfondiamo questo argomento proponendo 8 consigli da seguire per comunicare al tuo capo, in modo corretto, come dare le dimissioni volontarie.

Dimissioni volontarie: come darle nel modo corretto

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Indipendentemente dalle svariate ragioni che spingono il lavoratore a lasciare il proprio posto di lavoro, il modo in cui si comunicano le proprie dimissioni è essenziale. Gestire correttamente le dimissioni volontarie dimostra non solo una elevata professionalità, ma tutela la propria reputazione e contribuisce a mantenere rapporti positivi con l’ex datore di lavoro e questo potrebbe ritornare utile per future referenze o collaborazioni.

Dunque, rassegnare le dimissioni nel modo giusto non significa solo rispettare le disposizioni di legge in materia, ma anche l’azienda per la quale si è svolto il proprio lavoro. Il punto focale è trovare il giusto equilibrio tra le esigenze personali e le responsabilità professionali. Da dove partire? Sicuramente dal datore di lavoro che deve, in assoluto, essere la prima persona ad essere informata sui fatti.

1. L’incontro con il capo

Se hai intenzione di dire al tuo datore di lavoro che stai lasciando la posizione lavorativa, la prima cosa da fare è richiedere un incontro di persona con lui (si, decisamente meglio evitare di farlo in remoto).

Non commettere l’errore che molti professionisti fanno di inviare una e-mail per comunicare le tue dimissioni volontarie. Di sicuro questa è la strada più semplice ma è anche quella meno consona. Insomma, devi metterci la faccia, soprattutto in questo ultimo step decisivo. Le motivazioni  principali per cui, secondo noi, è molto importante comunicare “face to face” le dimissioni sono sostanzialmente due:

  • Ti permetterà di mantenere un buon rapporto con il tuo datore di lavoro (ex capo). Una comunicazione aperta e onesta risalterà il tuo impegno e la tua responsabilità, lasciando un buon ricordo della tua professionalità.
  • La possibilità di avere un dialogo. Questa è un’altra motivazione validissima, ovvero il tuo capo vorrà sicuramente sapere il motivo di tale scelta e come procedere per il passaggio delle tue attività lavorative ad un’altra persona.

Con l’invio di una e-mail tutto questo non avverrà e, anzi, si potrebbe innescare un meccanismo di “difesa” o di distacco ingiustificato tra te e il tuo capo.

2. Spiega le ragioni delle dimissioni

Nel momento in cui darai al tuo capo la notizia delle tue dimissioni volontarie, è inevitabile che ti vengano richieste le ragioni alla base di tale scelta. Quindi, agisci in anticipo tenendo presente la possibile domanda e preparati a rilasciare la risposta migliore.

Le motivazioni che ti hanno spinto a lasciare il lavoro possono essere diverse: la voglia di fare nuove esperienze professionali, ma anche un ambiente lavorativo per te tossico, problemi con i colleghi, mobbing o, semplicemente un trasferimento di abitazione. Insomma, in qualunque caso ciò che conta è dare una risposta diplomatica e sempre professionale.

Evita di dare la colpa della tua decisione a qualcuno in particolare se la causa delle tue dimissioni riguarda problemi all’interno dell’organizzazione aziendale. Decidi se spiegare tutte le tue motivazioni o solo una parte, l’importante è farlo sempre con gentilezza, rispetto, ricordando sempre di scegliere con cura le parole da usare quando ti esprimi.  Così facendo eviterai inutili fraintendimenti.

3. Il preavviso

Quando si decide di dare le dimissioni volontarie è indispensabile dare un preavviso. Questo varia a seconda della  tipologia di contratto che il lavoratore ha stipulato al momento dell’assunzione e dipende, dunque, da quanto stabilito dalle disposizioni di legge in materia (CCNL).

Dare il preavviso è importante perché dà modo all’azienda dove si è lavorato di riorganizzare la divisione del lavoro della risorsa che sta lasciando la postazione professionale da una terza o più risorse. Il nuovo lavoratore, sia se questo è un nuovo membro da assumere, sia che sia una risorsa già presente all’interno dell’azienda, subentrerà al tuo posto e per tale motivo dovrà essere formato con i giusti tempi.

4. Renditi disponibile ad aiutare la nuova risorsa

A questo quarto punto si collega il punto appena espresso, ovvero quello del preavviso. Cioè, dopo aver comunicato tempestivamente le tue dimissioni volontarie, proponiti al tuo capo come “aiuto” per il periodo di passaggio della nuova risorsa che prenderà il tuo posto.

Il tuo contributo volontario può essere utile non soltanto per identificare un candidato adatto a ricoprire la tua posizione lavorativa ma anche a formarlo sulle attività più importanti da svolgere, regalandogli consigli appropriati.

Ovviamente, oltre all’aiuto che proporrai con la nuova risorsa, ricordati di terminare i tuoi progetti prima di lasciare definitivamente la tua posizione in azienda. Quindi, non lasciare nulla in sospeso! Se poi questo non sarà fattibile, magari perché si tratta di progetti grandi e impegnativi, fai in modo da rendere il tuo “sostituto” il più competente possibile spiegandogli gli step successivi da svolgere.

5. Dimissioni volontarie: l’opzione della lettera ufficiale

A seguito delle modifiche legislative introdotte dal Jobs Act (12 marzo 2016), le dimissioni volontarie e le risoluzioni consensuali dei contratti di lavoro devono essere effettuate solo ed esclusivamente in modalità telematica, e non più attraverso l’invio della lettera di dimissioni.

Si potrà dunque accedere al sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il lavoratore, dopo essersi autenticato tramite SPID, CIE o CNS può compilare il modulo specifico inserendo tutte le informazioni necessarie e inviare le proprie dimissioni. Chi ha bisogno di assistenza durante la compilazione della domanda può rivolgersi a enti di patronato, organizzazioni sindacali, consulenti del lavoro, commissioni di certificazione, enti bilaterali o sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Anche se la lettera di dimissioni non è più obbligatoria per legge, alcuni datori di lavoro possono ancora richiederla al proprio dipendente come procedura interna. In questo caso, è consigliabile redigere una lettera che esprima tutta la tua gratitudine per le opportunità professionali ricevute, mantenendo un tono di voce il più possibile positivo ed educato. È  consigliato ringraziare non solo il proprio capo ma anche i colleghi per il lavoro svolto nel periodo di assunzione e per le esperienze condivise, sottolineando gli aspetti positivi dell’esperienza professionale.

 6. Dai un feedback positivo all’azienda

Anche se stai andando via dall’azienda hai ancora l’opportunità di promuovere un cambiamento positivo. Quindi lasciare un tuo personale feedback può risultare molto utile per il tuo capo e in generale per l’azienda in modo da capire le eventuali lacune da colmare o i problemi da risolvere.

Sono molte le azienda che, proprio per questo motivo,  propongono al lavoratore che sta abbandonando l’azienda un “colloquio di uscita” con il responsabile delle HR. Questa occasione rappresenta un momento di dialogo, in cui le risorse umane ti chiederanno un feedback sul tuo tempo trascorso in azienda. Potranno approfondire diverse tematiche come: la formazione ricevuta e le politiche aziendali. L’obiettivo è capire dove l’azienda può migliorare la soddisfazione dei suoi dipendenti.

7.  Gentilezza e riservatezza

Ricordati sempre di praticare la gentilezza e rispettare la riservatezza. La tua reputazione professionale conta sempre anche se hai deciso di dare le dimissioni. Quindi se gestita correttamente, la tua reputazione può dar vita ad un passaparola positivo e produttivo. 

Inoltre, è fondamentale non divulgare le tue dimissioni ai colleghi prima che tu le comunichi al tuo datore di lavoro. Non solo, è importante rispettare sempre la riservatezza delle informazioni aziendali anche se non lavorerai più per quell’azienda.

8. Come rispondere a un’eventuale controproposta

Nel momento delle dimissioni volontarie potresti incappare nella “controproposta” del tuo datore di lavoro, una “strategia” che mettono in atto alcuni datori di lavoro per cercare di trattenere il dipendente in azienda.

La controproposta consiste nel convincerti a non dare le dimissioni proponendoti benefit aggiuntivi o altro. Ma se sei veramente intenzionato a lasciare la posizione lavorativa, prepara in anticipo una risposta chiara da dare al tuo capo che sia, al tempo stesso, rispettosa e in grado di esprimere il tuo apprezzamento per l’interesse nei tuoi confronti ma che confermi la tua decisione di cambiare rotta.

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